GDPR, aggiorna la tua compliance aziendale entro maggio

Paterniano Del Favero
Mag 9, 2018

Roma, 9 mag. (askanews) - Manager, esperti legali, associazioni di categoria e rappresentati del regolatore si sono confrontati presso il Centro Studi Americani a Roma in evento organizzato dalla società di sicurezza informatica Softlab in collaborazione con lo Studio Legale Cafiero Pezzali & Associati.

Diventerà applicativo il 25 maggio 2018 il nuovo codice europeo per la privacy, il GDPR: Regolamento Europeo per il trattamento dei dati personali, ed entro il 21 maggio deve essere approvato in via definitiva il decreto legislativo di coordinamento con la normativa privacy in vigore. Il GDPR 2016/679, il nuovo regolamento Privacy europeo, richiede una serie di requisiti e adempimenti che, se correttamente affrontati, risultano facilmente percorribili e alla portata di tutti.

Per fare un esempio emblematico, se le previsioni saranno confermate, una realtà come Snapchat sarà quasi certamente obbligata a rivedere il suo modello di business e smettere, ad esempio, di pagare fee agli editori per l'inserimento di annunci all'interno del canale Discover (ad oggi Snapchat trattiene il 100% dei ricavi generati dall'avertising in cambio di una commissione per la distribuzione dei contenuti, in futuro questa quota - almeno nel vecchio conteninente - non potrà che essere eliminata in favore di remunerazioni percentuali sugli introiti pubblicitari che, c'è da scommetterci, saranno decisamente meno appetitose per gli editori). La nuova normativa, oltre ad introdurre stringenti obblighi e precisi adempimenti, può anche costituire un'opportunità per imprese e professionisti che necessitano di tutelare i propri dati (nonchè quelli dei propri clienti), costituendo un importante fattore competitivo per quelle realtà che si presenteranno adeguatamente preparate alla scadenza ormai prossima. La qualità del trattamento dei dati è un asset intangibile che consente alla aziende di accrescere la proprio reputazione verso l'esterno. Non solo, il DPO deve avere completa autonomia decisionale ed essere estraneo rispetto alla determinazione delle finalità e delle modalità del trattamento dei dati. Eppure sarebbe un errore valutare negativamente l'impianto del GDPR da cui anzi emerge lo sforzo del legislatore europeo da un lato di superare attraverso un approccio non prescrittivo i limiti delle politiche nazionali alla gestione dei dati e dall'altro di esigere da parte delle PA e delle imprese una nuova e specifica attenzione sull'importanza dei dati personali dei cittadini dell'UE e sull'esigenza di un loro corretto utilizzo.

I partecipanti hanno avuto infine occasione di confrontarsi, ponendo quesiti e raccontando esperienze sulle criticità emerse nei diversi contesti aziendali in merito all'implementazione delle misure di adeguamento al nuovo Regolamento.

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