Studente italiano picchiato a sangue da una baby gang a Cambridge

Bruno Cirelli
Mag 4, 2018

La sera del 28 aprile lo hanno accerchiato mentre tornava a casa. Era appena andato a trovare la sua fidanzata quando era in sella alla sua bici nella zona di Trumpington, a Cambridge, e si è trovato di fronte questi tre giovanissimi che senza una reale motivazione hanno iniziato ad aggredirlo.

La baby gang prende di mira Marzio: prima lo insultano, poi lo scaraventano a terra e lo riempiono di calci e pugni, senza tuttavia rapinarlo di nulla, come si trattasse di puro e semplice divertimento. Nessuna rapina, nessun particolare insulto che potesse giustificare tanta rabbia. I medici gli riscontrano un occhio nero e ferite superficiali alla testa e alle mani, ma malgrado le lesioni e lo spavento Marzio scrive: "Voglio solo dire che non sono arrabbiato". Lui no, si è mostrato dispiaciuto, fornendo un analisi del clima che sta vivendo nel mondo in questo periodo storico. Non ho risentimenti o rancore verso i 3 adolescenti che mi hanno fatto questo in faccia. In effetti, mi dispiace per loro. La rabbia e la violenza gratuita che ho ricevuto sono solo un altro esempio della nostra società "rotta" (in inglese Marzio ha scritto "broken") e dei risultati di un cattivo genitore, che potrebbe essere stato presente anche nelle generazioni precedenti. Siamo tutte vittime del nostro ambiente, che ci porta a diventare le persone che siamo. Voglio chiarire questo perché non sono l'unica vittima, lo siete anche voi.

In Gran Bretagna, e non solo se si pensa ai diversi episodi che si stanno verificando in Italia, quella della violenza giovanile è una vera e propria piaga. Vorrei che tu cresca per essere più maturo, comprensivo e amorevole. "Per favore cercate di capire quegli adolescenti, potrebbe essere il primo passo per iniziare a discutere su come migliorare le cose".

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