Istat: Italia più vecchia, vita media crescerà di 5 anni

Paterniano Del Favero
Mag 4, 2018

In Italia la popolazione residente sarà di 59 milioni nel 2045 e 54,1 milioni nel 2065. E' previsto inoltre uno spostamento del peso della popolazione dal Mezzogiorno al Centro-nord del Paese. Nel 2065 il Centro-nord accoglierebbe il 71% di residenti contro il 66% di oggi; il Mezzogiorno invece arriverebbe ad accoglierne il 29% contro il 34% attuale.

A causare il calo di popolazione, secondo le stime, sarà il fatto che le future nascite non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi: dopo pochi anni di previsione il saldo naturale raggiunge quota -200mila l'anno, per poi passare la soglia -300 e -400mila nel medio e lungo termine. Fino al 2040 le nascite dovrebbero mantenersi costantemente tra 460 e 465 mila unità annue. Parallelamente i decessi tendono a salire in misura progressiva da 646 mila nell'anno base a 736 mila nel 2040. Il Forum delle Famiglie fa un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché affidando l'incarico di governo chieda a tutte le forze politiche di concentrarsi sul tema della natalità e della famiglia: "Ne va della sopravvivenza del nostro Paese, urge un #pattoXnatalità che coinvolga non solo la politica, ma anche tutte le forze del sistema-Italia: associazioni, sindacati, banche, imprese, mondo mediatico".

La buona notizia è che complessivamente, entro il 2065, la vita media crescerà di oltre cinque anni per entrambi i generi, giungendo a 86,1 anni e 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,6 e 85 anni nel 2016). Il saldo migratorio con l'estero basato sullo scenario mediano è, pertanto, ampiamente positivo: da un valore iniziale di +184 mila unita' nel 2017 si scende a +171 mila nel 2035, cui segue una continua e regolare flessione che riconduce tale indicatore al livello di +139 mila nel 2065. "Il saldo naturale della popolazione - spiega l'Istat - risente positivamente delle migrazioni".

Le migrazioni interregionali favoriranno il Centro-nord, ma seguiranno un'evoluzione di leggero declino man mano che le generazioni di giovani e adulti, le più interessate ai movimenti migratori, tenderanno numericamente a ridursi. Già oggi la struttura per età è piuttosto sbilanciata, con un'età media che si avvicina ai 45 anni e una quota di ultrasessantacinquenni superiore al 22%.

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