Morto prof, farmaci dopo condanna abusi

Bruno Cirelli
Aprile 26, 2018

Un arresto cardiaco, dopo aver assunto un mix di farmaci, ha ucciso nella notte tra martedì e mercoledì il professor Francesco Parillo, docente di Anatomia alla facoltà di Veterinaria di Matelica, condannato il 23 aprile scorso dal Tribunale di Macerata a tre anni di reclusione per violenza sessuale su sei dei suoi studenti che lo accusavano di carezze hard. Soccorso in fin di vita, inutile è stato il trasportoall'ospedale di Camerino.

Era da circa un giorno che non rispondeva al telefono, così i suoi avvocati hanno allertato i soccorsi.

Quando sono entrati in casa sua i Vigili del fuoco insieme ai Carabinieri l'hanno trovato privo di coscienza su una poltrona e mentre è stato trasportato in ambulanza in ospedale aveva confessato l'assunzione di alcuni farmaci. "Mai avuto contatti sessuali con gli studenti". "Gli atti di cui mi accusano?"

Lo conferma uno dei suoi legali, l'avvocato Francesco Copponi, che ha preferito non commentare: "Vorrei lasciare in pace lui e i suoi familiari".

I giudici l'avevano assolto dal reato di tentata concussione, riconoscendolo però colpevole di violenza sessuale e condannandolo a pagare una provvisionale di risarcimento di 3 mila euro a studente. Dopo aver provato a citofonare e telefonare di nuovo i pompieri hanno sfondato la porta, trovando il docente seduto alla poltrona in stato di incoscienza. "Come agnello sacrificale è stato abbandonato alla ferocia dei lupi da istituzioni, colleghi ed amici", ha scritto il prof. Massimo Zerani di Perugia in una mail a conoscenti. Questo è un classico esempio di bullismo che è arrivato alle estreme conseguenze.

Sul caso indagano i carabinieri di Camerino per chiarire la dinamica della morte, anche se il suicidio è l'ipotesi prevalente.

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