Ubs: trimestre positivo grazie al trading, titolo crolla

Paterniano Del Favero
Aprile 25, 2018

Va in archivio con risultati in crescita il primo trimestre 2018 di Ubs. Per quel che concerne il global wealth management, ha registrato un utile ante imposte rettificato in progresso del 7% su base annua, attestandosi a quota 1,126 miliardi di franchi. Nel settore del merchant banking, i ricavi sono aumentati del 10% a 2,3 miliardi di franchi, in particolare grazie alla sua attività sui mercati azionari. La divisione ha riportato un utile pre-tasse di 589 milioni (contro attese Bloomberg di 463 milioni). La posizione patrimoniale resta solida, con un coefficiente patrimoniale CET1 del 13,1% e un indice di leva finanziaria CET1 del 3,76%.

Soddisfatto il Ceo del colosso creditizio rossocrociato, Sergio Ermotti, che commentando nota come i risultati "dimostrano ancora una volta la forza del nostro business diversificato".

Nel corso del periodo in rassegna, UBS è riuscita a controllare meglio i propri costi d'esercizio, scesi rispetto a dodici mesi fa del 2% a 5,73 miliardi.

Per quanto riguarda le prospettive per il resto dell'esercizio, UBS si dice fiduciosa, nonostante le tensioni geopolitiche e l'ascesa del protezionismo rappresentino una minaccia alla fiducia degli investitori.

"Nel secondo trimestre, i costi di finanziamento relativi al debito a lungo termine e agli strumenti di capitale emessi per essere in linea con i requisiti regolamentari saranno piú alti rispetto allo stesso periodo del 2017".

In Borsa a Zurigo la reazione del mercato non è positiva, probabilmente in scia alla cautela nelle previsioni, mentre appunto solo l'investment bank ha battuto le previsioni degli analisti.

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