Sgominata banda del bancomat

Bruno Cirelli
Aprile 22, 2018

Il gruppo, secondo l'accusa, aveva come "base logistica" il rione di Librino a Catania. Otto gli arrestati: Rosario Ragonese (41 anni) ritenuto il promotore e il capo del gruppo, Massimo Grasso (42 anni), Salvatore Musumeci (24 anni) inteso Pistacchio, Rosario Puglisi (27 anni), Santo Ravasco (24 anni) inteso Pagnotta, Federico Silicato (29 anni), Alessio Viola (30 anni) e Salvatore Viola (36 anni).

Due dei destinatari dell'ordinanza sono inizialmente sfuggiti al blitz dei carabinieri, ma si sono costituiti in un secondo momento.

Il modus operandi era sempre lo stesso: rubavano un camion dove caricare il bancomat per poi portarlo in un luogo "sicuro" dove poter agire indisturbati.

Tra gli episodi contestati l " assaltò al bancomat dell'ufficio postale di Villasmundo del 13 novembre del 2016, fallito per l'arrivo dei carabinieri. Per garantirsi la fuga uno di loro, alla guida di un'auto rubata, non ha esitato a tentare di travolgere un maresciallo che prima ha esploso due colpi di pistola per provare a fermare la vettura.

Un episodio simile a quanto avvenuto il 5 febbraio del 2018, quando la banda tentò di fare esplodere il un Postamat a Valguarnera Caropepe, in provincia di Enna, servendosi di una bombola di gas con miccia collegata a un detonatore a tempo.

Questa mattina sono stati 8 gli arresti effettuati da parte dei carabinieri di Catania, che hanno incastrato una banda criminale che operava nel Catanese, Siracusano ed Ennese. Ascoltando una conversazione tra il presunto capo, Ragonese, e un altro degli arrestati emerge anche un piano per vendicarsi di due affiliati che erano transitati in un'altra banda di bancomat. Riuscito invece l'assalto, il 3 gennaio 2018, al bancomat dell'agenzia della Banca agricola popolare di Ragusa a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. Il progetto di vendetta, stando alle intercettazioni, consisteva nel "bruciargli le auto" e gambizzarli "con colpi di fucile".

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