Giovane pakistana uccisa in patria dai parenti: voleva sposare un italiano

Bruno Cirelli
Aprile 22, 2018

Le è costato la vita il desiderio di sposare il fidanzato italiano: una giovane di 25 anni di origini pakistane, Sana Cheema, residente da anni a Brescia, è stata uccisa in patria dal padre e dal fratello perché voleva sposare un italiano. La ragazza, cresciuta a Brescia, aveva scelto di sposarsi con un uomo italiano di cui si era innamorata, ma il padre e il fratello non gliel'hanno concesso. Un paio di mesi fa Sana, come riporta il Giornale di Brescia, è tornata in Pakistan, nel distretto di Gujrat dove è nata: lo faceva di tanto in tanto, lo ha rifatto per andare a ricongiungersi con i familiari per un breve periodo.

L'atroce delitto si è consumato nella sua terra d'origine, dove la giovane si era recata due mesi fa, proprio per far riabbracciare i suoi famigliari: mai avrebbe immaginato di trovare la morte. La giovane sarebbe stata sgozzata. Peccato però che questo eccesso di accidentalità abbia fatto andare fuori di testa il fratello e il padre: in Pakistan vige infatti la regola ferrea che il promesso sposo viene scelto dai parenti. Sana a Brescia aveva frequentato le scuole si era bene inserita: dopo gli studi, i primi contatti con il mondo del lavoro a Milano.

Nel Bresciano resta sempre molto forte il ricordo della tragica fine nel 2006 di Hina Saleem, uccisa ugualmente dai familiari e seppellita in giardino perché voleva vivere all'occidentale.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE