730 precompilati: è boom

Paterniano Del Favero
Aprile 22, 2018

Secondo quanto riportato dall'#agenzia delle entrate, in soli quattro giorni oltre un milione di contribuenti ha effettuato l'accesso alla piattaforma apposita per poter avere la dichiarazione dei redditi precompilata: è il caso di parlare di un vero e proprio boom di visite [VIDEO] (il 60% in più rispetto allo scorso anno) che ha consentito di facilitare la compilazione del #730 a migliaia di contribuenti, per poter avere delucidazioni sulla propria situazione fiscale al momento reale e magari aggiungere altri documenti utili oppure apportare modifiche nel caso queste si rendano necessarie. Da quest'anno la compilazione sarà "assistita": il fisco guiderà il contribuente passo passo nell'inserimento di nuove spese deducibili o detraibili non presenti tra i dati precompilati.

L'assistenza online è una rivoluzione anche per chi ha poco tempo o per chi vorrebbe stare al passo con i tempi ma non sa assolutamente come fare senza un aiuto valido.

Non solo. Anno dopo anno la dichiarazione precompilata si semplifica e si arricchisce di informazioni. Chi non ha sostituto d'imposta, dall'Agenzia delle entrate nel proprio conto bancario o postale. Quella del 2018 (si può inviare dal 2 maggio al 23 luglio) contiene circa 925 milioni di dati già inseriti, che vanno dalle spese sanitarie sostenute e comunicate da farmacie, studi medici, cliniche e ospedali, a quelle per le ristrutturazioni edilizie; dalle spese universitarie a quelle per gli interessi sui mutui e ai contributi previdenziali.

Ma non solo: si possono inserire anche informazioni catastali inerenti agli immobili ed eventuali rette di asili nido o rette veterinarie. "La prospettiva - dice il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini - è di mandare in soffitta la tradizionale dichiarazione". Un grande vantaggio della dichiarazione dei redditi precompilata sta nel fatto che non è più necessario esibire la documentazione delle spese per le detrazioni e le deduzioni. Potrà modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi. La Lombardia è stata la regione che più ne ha beneficiato con il 36,9% del totale, seguita dal 19,4% del Lazio.

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