Rapinatori in trasferta in gioielleria: scattano quattro arresti

Bruno Cirelli
Aprile 21, 2018

Sono così finiti in mantette quattro uomini, accusati della rapina: il 39enne Francesco Andriola, il 34enne Luciano pagano, il 32enne Ugo Ugolini e il 37enne Maurizio Cannalire.

All'alba, nelle province di Brindisi e Lecce, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia, con il supporto del personale del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia, nei confronti dei quattro, tutti già noti alle forze dell'ordine. Nel frattempo i banditi hanno portato via gioielli ed orologi per un valore complessivo di circa 45.000 euro.

Il 13 ottobre scorso due malviventi, a volto scoperto e sotto la minaccia dell'arma, avevano brutalmente malmenato la proprietaria dell'esercizio ed un anziano cliente. Poi, fatto entrare anche il complice, ha fatto entrare anche il complice, che era dotato delle fasctette autobloccanti, le vittime furono legate con i polsi dietro la schiena e fatte sdraiare a terra.

Nelle fasi culminanti della rapina, due adolescenti del luogo, che stavano transitando in prossimità della gioielleria, resisi conto dell'accaduto hanno chiamato il 112.

Sul posto sopraggiungeva immediatamente una pattuglia della Tenenza dei Carabinieri di Dolo. Al suo arrivo, il maresciallo dei carabinieri si fece prestare una bicicletta da un passante, poiché era l'unico mezzo per inseguire i rapinatori scappati in un vicolo molto stretto. Targa che è stata decisiva per risalire agli autori materiali della rapina e ai due complici, che avevano fornito loro appoggio operativo e logistico, compiendo il sopralluogo preliminare in gioielleria e agevolando la fuga dei due, oltre a rivendere poi la refurtiva in Puglia, dove tutti e quattro rientrarono dopo la rapina. Il gup di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha inflitto una pena pari a 8 anni e 20 giorni a Teodoro Valenti, 44 anni; per Emilio Valenti, 25 anni (nipote dell'altro) sono stati computati 8 anni e 5 mesi; una pena pari a 7 anni e 4 mesi è stata invece decisa per Roberto Nigro, mentre Antonio Mangiulli ha patteggiato 4 anni e 8 mesi.

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