Scacco al clan Capriati, un biscegliese fra i 21 coinvolti

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2018

Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) e condotte dalla Squadra mobile della Questura di Bari. Gli arrestati devono rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e dall'uso delle armi, porto e detenzione di armi da guerra, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e continuate, associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla realizzazione di furti.

E che le minacce fatte rischiassero di non restare lettera morta, lo testimoniano le armi da fuoco sequestrate: 10 pistole di vario calibro, un fucile a canne mozze ed un fucile mitragliatore. Tra le persone finite in manette ci sono Filippo e Pietro Capriati, figli di Sabino, e nipoti del noto boss Tonino Capriati (non coinvolto nell'indagine), in carcere da 26 anni dopo essere stato arrestato in un'operazione dell'aprile del 1991 che smantellò i clan criminali baresi che operavano a Bari vecchia e al quartiere San Paolo.

Come ricostruito dagli inquirenti, oltre allo spaccio di droga che arrivava soprattutto dalla Campania, il gruppo aveva acquisito, con l'intimidazione e attraverso una società, il controllo del servizio di assistenza e viabilità nel porto di Bari e imponeva l'acquisto di prodotti ai commercianti del quartiere Carrassi e di alcuni comuni limitrofi. Il capo del clan, insieme al fratello Pietro e altri soggetti, ha organizzato, diretto e preso parte a un'articolazione per delinquere armata, di tipo camorristico mafioso, finalizzata alla commissione di più delitti contro il patrimonio, la persona, l'ordine e la sicurezza pubblica, l'industria e il commercio oltre che delitti concernenti il traffico e lo spaccio di stupefacenti e le armi, al fine di acquisire la gestione o il controllo di attività economiche nell'area metropolitana di Bari. Le indagini hanno anche individuato un'associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di furti che ha portato a compimento numerosi delitti sia nel sud della Puglia, sia in diverse aree della Basilicata, contro diverse aziende commerciali. Ai domiciliari Vito Antonio Cotrufo, 43 anni, Giuseppe D'Addabbo, 47 anni, Vito Maurelli, 58 anni, Nicola Piperis, 43 anni, Pasquale Sallustio, 35 anni.

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