Con gli Its l'82% trova lavoro

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2018

Seguono, la mobilità sostenibile con 18 (15,9%), le tecnologie per i beni e le attività culturali e Turismo, con 15 (13,3%), l'efficienza energetica con 13 percorsi (11,5%).

55 percorsi sono stati inoltre premiati per aver ottenuto un punteggio particolarmente elevato per la qualità della formazione erogata. Per quel che riguarda la prima categoria, dei 49 percorsi monitorati, 21 riguardano il sistema meccanica, 10 l'agroalimentare, 8 il sistema moda, 6 i servizi alle imprese e 4 il sistema casa. In totale, nel periodo del monitoraggio, i diplomati sono stati 2.193. Il 4,6% si è iscritto all'Università, un 2% è risultato irreperibile e solo il 17,5% è non occupato a un anno dal diploma. Anche sul fronte degli iscritti, diplomati e occupati l'area nuove tecnologie per il made in Italy a farla da padrone con 1.182 iscritti, 963 diplomati e 808 occupati. Uno su due (il 47,5%) ha un contratto a tempo determinato, il 29,9% a tempo indeterminato e il 22,7% degli occupati ha un contratto di apprendistato.

Le risorse aggiuntive per i percorsi "Top" - che la Legge di bilancio 2018 ha umentato di 10 milioni per il 2018, di 20 milioni per il 2019 e d i 35 milioni per il 2020 - dovranno essere impiegate dagli Its per realizzare un percorso formativo aggiuntivo, spiega il ministero, che dovrà avere come obiettivo principale l'acquisizione da parte degli studenti di competenze digitali correlate al Piano nazionale Impresa 4.0. E per essi, nell'87,3% dei casi, il lavoro è in un'area coerente con il percorso fatto.

L'area Nuove tecnologie per il Made in Italy è quella con il maggior numero di percorsi premiati (29), la maggioranza dei quali afferisce all'ambito Sistema meccanica (18). Le Regioni con il maggior numero di percorsi premiati sono invece il Veneto (13 percorsi, il 72,2% dei percorsi monitorati), la Lombardia (11 percorsi, il 42,3% dei percorsi monitorati) e l'Emilia Romagna (7 percorsi, il 53,8% dei percorsi monitorati).

Il Sottosegretario Toccafondi ha espresso "piena soddisfazione per i risultati conseguiti dagli Istituti Tecnici Superiori in questi anni di lavoro".

"Abbiamo pensato alle nostre giovani e ai nostri giovani, abbiamo pensato alle nostre imprese, per loro abbiamo avuto il coraggio di andare avanti e finalmente oggi con soddisfazione possiamo dire: questa è una vittoria del Paese".

Certo, gli Its, pensati e introdotti dagli ex ministri, Giuseppe Fioroni e Mariastella Gelmini, restano ancora una realtà di nicchia, se paragonati, per esempio, alla Germania, patria del sistema duale, dove nelle "Fachhochschulen", analoghi istituti di formazione terziaria professionalizzante non accademica, si specializzano oltre 800mila studenti.

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