Cancro, al Sud si muore più che al Nord

Barsaba Taglieri
Aprile 19, 2018

Anche sul fronte dei consumi di alcolici il dato sembra assumere contorni a tinte fosche: si assiste a una lenta, ma inarrestabile diminuzione dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), pari al 34,4% (nel 2014 era il 35,6%, nel 2015 34,8%) degli individui di età 11 anni. Nel 2028 ci saranno circa 1,6 milioni di persone, tra gli over 65, non in grado di svolgere attività quotidiane per la cura personale come lavarsi o mangiare, quelle con problemi di autonomia, come preparare i pasti, dedicarsi alle attività domestiche o gestire le medicine, saranno circa 4,7 milioni.

Al Sud il tasso di mortalità per tumori e malattie croniche è maggiore rispetto al nord, dove la prevenzione funziona meglio, con una percentuale che va dal 5 al 28%. Il dato è evidenziato dal Rapporto Osservasalute.

Il trend, sottolinea il Rapporto - pubblicato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, che ha sede presso l'Università Cattolica, e coordinato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi e dal direttore scientifico dell'Osservatorio Alessandro Solipaca - è delineato "considerando l'andamento demografico di invecchiamento e gli attuali tassi di disabilità, ma i dati potrebbero rappresentare una sottostima del problema". La regione che sta peggio è la Campania.

Nel decennio 2005-2015 "si è osservato un netto incremento della spesa privata (+23,2%, da 477,3 euro pro capite a 588,1), soprattutto nelle regioni del Nord".

In Italia si avverte ancora una volta in divario fra il Nord e il Sud. "Tali regioni si contraddistinguono per alti livelli di spesa pubblica pro capite, buoni livelli di erogazione dei Livelli essenziali di assistenza Lea e quote basse di persone che rinunciano alle cure". Per porre un freno a questo ingiustificabile gap, Ricciardi auspica un intervento rapido che passi dal "riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno, come ampiamente evidenziato nel nuovo Rapporto Osservasalute". "D'altra parte non va dimenticato che spesso la compartecipazione alla spesa richiesta dal settore pubblico è confrontabile con la tariffa del privato". Il rapporto precisa che dal 2012 al 2016 sono aumentate del 12,1% le malattie croniche e la compresenza in un paziente di piu' di una di queste malattie - la prevalenza di pazienti con multicronicita' risulta in crescita dal 2012 (22,4%) al 2016 (25,1%) -. A sottolinearlo è il direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute. Calabria (274?), Campania (263?) e Sicilia (245?) chiudono questa graduatoria. Si muore di più al sud, una tragica constatazione che porta anche dei numeri e cioè una percentuale che si muove tra il 5 e il 28% in più di tumori nel meridione. Confrontando la situazione italiana con il contesto europeo, l'Italia è 13/ma in termini di quota di spesa out of pocket e 7/ma con la quota più alta di persone che dichiarano di aver rinunciato a una prestazione sanitaria di cui avevano bisogno, quasi il doppio della media dell'UE.

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