Amianto Olivetti, tutti assolti appello

Bruno Cirelli
Aprile 18, 2018

In primo grado fra i condannati c'erano anche i fratelli Carlo e Franco De Benedetti, ai quali furono inflitti 5 anni e 2 mesi. Secondo la Corte "il fatto non sussiste", gli imputati non sarebbero dunque responsabili del decesso tra il 2008 e il 2013 di una ventina di lavoratori ammalatisi di mesotelioma pleurico.

Nell'estate del 2016, in primo grado, erano state condannate tredici persone, tra cui anche l'ex amministratore delegato Corrado Passera (1 anno e 11 mesi).

Il 21 febbraio scorso la procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne stabilite dal tribunale di Ivrea nel processo di primo grado con alcuni aggiustamenti. Le difese, però, avevano sottoposto all'attenzione della corte una serie di sentenze della Cassazione con cui sono state annullate delle condanne per fatti simili, sentenza che riguardano "l'elemento acceleratore" dell'amianto, che potrebbe non essere la causa iniziale dei tumori.

Tutti assolti all'Olivetti per le morti d'amianto. Ma se emergeranno dei profili per l'impugnazione, la impugneremo. "Se ci sono maniere di impugnare lo faremo", annuncia il sostituto procuratore generale Carlo Maria Pellicano. Così Tomaso Pisapia, legale di Carlo De Benedetti commenta la sentenza di appello che ha assolto tutti gli imputati per le morti da amianto all'Olivetti. Ma la difesa ha sempre sostenuto che quel tipo di materiale nocivo è stato impiegato solo fino al 1981. In questo caso De Benedetti è stato in carica a partire dal 1978 e i dipendenti erano stati colpiti dalla patologia in un periodo precedente.

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