Siria, Trump a Macron: truppe Usa a casa

Bruno Cirelli
Aprile 16, 2018

"Siamo determinati - ha aggiunto - a distruggere completamente l'Isis e a creare le condizioni che impediranno il suo ritorno, inoltre ci aspettiamo che i nostri alleati e partner regionali si assumano maggiori responsabilità sia dal punto di vista militare che finanziario per mettere in sicurezza la regione".

Nelle ultime ore sono anche usciti sui social e le agenzie di mezzo mondo le prime immagini degli obiettivi sensibili di Damasco colpiti dagli attacchi missilistici di Trump: ci ha pensato lo stesso Pentagono a diffondere le immagini, a mo' di monito per il regime di Assad e i suoi alleati a Mosca e Teheran. "Il presidente è stato chiaro che vuole che le forze americane tornino a casa il più rapidamente possibile", ha detto la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders.

Ma per Donald Trump i guai arrivano soprattutto da questioni interne, dopo che Comey, l'ex direttore dell'Fbi licenziato dal presidente nel 2017, ha rilasciato una lunga intervista alla Abc definendo il presidente "moralmente inadeguato" a ricoprire la propria carica e "pericoloso e ricattabile", rilanciando le accuse di ostruzione alla giustizia. "Avevamo ricevuto prove dell'uso di armi chimiche e poi abbiamo ricevuto prove che l'uso del cloro poteva essere attribuito al regime siriano" (Repubblica).

Intanto gli esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) hanno avviato il lavoro di investigazione sul presunto attacco del 7 aprile a Duma, nella Ghouta orientale. "Il presidente siriano Bashar al-Assad si impegni in trattative di pace costruttive e senza precondizioni". I diplomatici dei Paesi occidentali in Consiglio si sono detti pronti a dare tempo alla Russia per dialogare, trattare e approvare il testo senza porre un altro veto. Il presidente russo Vladimir Putin, dopo un colloquio telefonico con il collega iraniano Hassan Rohani, ha avvertito che interventi militari come quelli fatte da Stati Uniti, Francia e Siria, condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali. Il presidente americano, infatti, una decina di giorni fa aveva detto di voler ritirare le truppe dal Paese, ma secondo Macron il giro di telefonate intercorse nei giorni che hanno preceduto l'attacco di sabato gli averebbe fatto cambiare idea.

Trump alla fine di marzo in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto: "Usciremo molto presto da li'". Ad annunciarlo è stata l'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, spiegando che nuove misure contro i russi potrebbero essere varate già nelle prossime ore.

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