Ruby bis, così le ragazze sollazzavano Berlusconi grazie a Fede e Minetti

Bruno Cirelli
Aprile 16, 2018

Nuovi sviluppi nel Ruby bis.

È il procuratore generale, Daniela Meliota, a chiedere nella sua requisitoria di confermare le condanne a 4 anni e 10 mesi Emilio Fede e a 3 anni Nicole Minetti, nel nuovo appello nato dall'inchiesta Ruby bis. Invece, Nicole Minetti aveva un ruolo essenziale nella gestione degli appartamenti di via Olgetta.

Le ragazze che partecipavano alle serate di Arcore "erano delle aspiranti mantenute, non delle prostitute, lavoravano già nel mondo dello spettacolo, avevano interesse a conoscere l'allora presidente del Consiglio italiano, anche ad avere una relazione con lui se poteva avere un'utilità per loro, per fare carriera e la legge Merlin deve continuare a sanzionare giustamente la tratta delle schiave e non casi come questo".

Le ragazze portate ad Arcore servivano "per far stare tranquillo e mettere di buon umore Silvio Berlusconi e Fede aveva il ben preciso scopo di farle prostituire per mantenere la sua posizione di direttore del tg4 e l'autorevolezza e i guadagni che ne derivavano". Al centro del procedimento c'è l'accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore ed è scaturito dalla decisione della Cassazione di rinviare a un nuovo appello per colmare alcune "lacune motivazionali" della sentenza di secondo grado. "Il favoreggiamento a carico di Fede, che non aveva alcun scopo filantropico, esplode dalle carte processuali col concorso di Lele Mora, già condannato, che ha più volte dichiarato a verbale che l'unica ragione per cui si prestava a portare le fanciulle a Berlusconi era recuperare del denaro che non si fermava nelle casse della sua società ma - ha concluso Meliota - finiva come provvigione anche nelle tasche di Fede". Minetti, invece, aveva il ruolo "fondamentale" di fornire "abitazioni" alle ragazze.

Durante il primo processo d'appello, era venuta meno l'accusa più grave. Per i due imputati era rimasta in piedi l'accusa di favoreggiamento della prostituzione di ragazze maggiorenni.

Il pg ha iniziato il suo intervento creando i due decreti che hanno disposto il giudizio per Silvio Berlusconi, assolto in via definitiva nel primo processo Ruby, e per altre ospiti nella villa di Arcore. Soltanto per Emilio Fede, vi era anche l'accusa di aver tentato ad indurre alla prostituzione altre tre giovani, che invece si erano rifiutate ( ossia Chiara Danese, Ambra Battilana, Imane Fadil, che sono parti civili). Nel processo d'appello 'escort' in corso a Bari a carico di Gianpaolo Tarantini i giudici hanno deciso di mandare gli atti alla Consulta per la valutazione della costituzionalità del reato di favoreggiamento della prostituzione che, anche secondo le difese del 'Ruby bis', limiterebbe la libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale (i difensori hanno citato, in tema di libertà, anche l'ordinanza nel processo a Cappato sul caso dj Fabo finito davanti alla Consulta).

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