Giornalista muore cadendo dal balcone: "Stava indagando su un caso delicato"

Bruno Cirelli
Aprile 16, 2018

Il giornalista investigativo russo Maxim Borodin, 32 anni, è morto il 15 aprile 2018 dopo essere caduto dal quinto piano del palazzo dove abitava.

In passato Borodin si era occupato di inchieste sul crimine e la corruzione, come quella sui conti segreti del magnate dell'alluminio Oleg Deripaska o quella sulle proteste contro il film "Matilda", giudicato blasfemo, appoggiate da esponenti della Chiesa ortodossa russa.

La direttrice di Novy Den, testata in cui lavorava Borodin, Polina Rumyantseva ha affermato in risposta all'ipotesi della polizia di non credere al suicidio, mentre Reporter senza Frontiere ha esplicitamente parlato di "circostanze sospette".

A marzo, Borodin aveva scritto del ritrovamento di alcuni cadaveri, probabilmente mercenari, in un villaggio siriano. Dalle indagini è risultato che la porta dell'appartamento era chiusa dall'interno e nessuna traccia di forzatura sarebbe stata trovata. Migliaia di contractors sarebbero stati dispiegati in Siria da un'oscura società russa, probabilmente finanziata da Yevgeny Prigozhin.

La scorsa settimana, il capo uscente della Cia, Mike Pompeo, ora segretario di stato, ha dichiarato che 200 mercenari russi sono morti in uno scontro nella provincia di Deir al-Zour, in Siria. "La sua voce era tesa ma non isterica o ubriaca".

Un'ora dopo, tuttavia, il giornalista richiamò l'amico e gli disse che si era sbagliato e che gli agenti di sicurezza stavano conducendo una sorta di esercitazione.

Il giornalista è stato trovato gravemente ferito il 12 aprile 2018 ai piedi del balcone del suo appartamento nella città di Ekaterinburg, il principale centro industriale della regione degli Urali.

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