Australia, epidemia misteriosa di Buruli, ulcera mangia-carne -2

Barsaba Taglieri
Aprile 16, 2018

In Australia è allarme epidemia: può portare a deformità e disabilità se non trattata. La cosa che più sta destando sorpresa nei medici, è il fatto che in Australia questa patologia si stia diffondendo in zone costiere. Ulcera di Buruli, questo il nome scientifico attribuito alla seria infezione della pelle. Il batterio si insinua sottocute e crea un piccolo nodulo indolore, che progredisce fino a creare una lesione importante dell'epidermide, attraverso l'emissione di tossine che rosicchiano velocemente l'area che lo circonda. Con il passar del tempo l'ulcera può anche interessare l'osso, più facilmente gambe e braccia, ma anche il viso.

Entrando nel dettaglio della malattia, questa è un infezione che si scatena per via di un batterio denominato Mycobacterium ulcerans, il quale è in grado di arrivare alla pelle e disintegrare i vasi sanguigni e le cellule del derma. L'unica certezza è che colpisce in modo indiscriminato uomini e animali, ma soprattutto che negli ultimi quattro anni in Australia si è registrato un aumento dei casi del 400%. I medici australiani hanno scritto sul Medical Journal of Australia un appello per chiedere finanziamenti governativi per capire le cause della malattia: "Nessuno sa che cosa sta succedendo e che cosa sta causando questa epidemia - ha detto il dottor O'Brien alla Bbc - possiamo dare degli indizi, ma non c'è una risposta definitiva: è un mistero". Si ipotizza però, vista la diffusione dell'ulcera del Buruli in alcune zone del mondo specifiche e più precisamente quelle tropicali di Africa, Asia, Australia e America Latina, che il Mycrobatterium ulcerans prediliga come vettori alcuni tipi di insetti che popolano le aree paludose. Questo comunque ha messo in allarme le autorità sanitarie. In più, uno dei problemi più preoccupanti dell'ulcera carnivora è che ad oggi non è ancora chiaro come si diffonda, una questione spinosa che rende difficile la strada della prevenzione. Le autorità sanitarie vittoriane hanno rivelato di aver speso oltre un milione di dollari per la ricerca sulla malattia e hanno avviato campagne educative per sensibilizzare l'opinione pubblica.

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