Voto alle ex province slitta in autunno

Bruno Cirelli
Aprile 15, 2018

Ieri sera, con 32 presenti su 70 componenti del Parlamento siciliano, senza nemmeno il numero legale, il Parlamento siciliano ha approvato il Disegno di Legge n.237, presentato dal Governo, con il quale la maggioranza rinuncia a votare per le Province entro il 30 giugno, così come avevo sempre detto e così come previsto dalla Legge 17/17, per rinviare le elezioni a una data compresa fra il 15 ottobre 2018 e il 15 dicembre 2018, rinunciando, quindi, alle proprie prerogative statutarie.

Nel resto d'Italia, invece, le elezioni ci sono già state e a votare sono stati solo i sindaci e i consiglieri comunali.

Commenta l'altro aspetto della vicenda sulle ex Province, ovvero la tipologia di elezione a cui si andrà incontro: "Adesso, dobbiamo attendere la decisione della Corte costituzionale che, nel caso in cui dovesse dare ragione al Consiglio dei ministri, di fatto impedirebbe il ritorno della Democrazia nei nostri Enti, affidando le Province alle logiche spartitorie dei partiti o, comunque, di quello che rimane dei partiti e sottraendo al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti istituzionali".

Al termine della lettura dell'esito delle votazioni da parte del presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, è intervenuto Giancarlo Cancelleri del M5s, contestando la proceduta di voto. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato un emendamento che poi è stato ritirato. "Evidentemente c'erano tre tesserini inseriti che davano la presenza di deputati che invece non c'erano". In merito al presunto problema sul metodo di rilevazione delle presenze, il presidente ha assicurato maggiore vigilanza per il futuro chiedendo ai parlamentari: "Se qualcuno vede che ci sono tesserini inseriti e non c'è il deputato, lo segnali e li faremo togliere". La seduta è stata rinviata a martedì 17 aprile alle 16, poco prima (alle 15) si riunirà la conferenza dei capigruppo.

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