Siria, Macron: "Non tolleriamo banalizzazione uso armi chimiche"

Bruno Cirelli
Aprile 15, 2018

Lo scrive su twitter il presidente Usa Donald Trump. Quanto ai tempi di un eventuale intervento, il capo dell'Eliseo si è limitato ad affermare: "Ci sono decisioni che prenderemo quando lo riterremo più utile ed efficace". Le sue dichiarazioni sono state chiare: la Francia vuole "togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche" ad Assad, parlando in modo inequivocabile del desiderio di cancellare l'opportunità, per la Siria, di effettuare altri interventi militari di questo genere.

Il presidente siriano, Bashar al-Assad, da parte sua ha avvertito che "un'azione occidentale destabilizzera' ulteriormente la regione" e il suo collega turco, Recep Teyyip Erdogan, preoccupato per la situazione, ha sentito al telefono Trump e in giornata contattera' anche Vladimir Putin per "discutere di come fermare questi massacri con armi chimiche".

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha sentito la cancelliera tedesca Angela Merkel sulla questione siriana: l'Italia non parteciperà ad interventi militari ma fornirà supporto logistico (Agi). Intanto jet Usa sono partiti già ieri pomeriggio dalla base siciliana di Sigonella. Decisamente filorussa invece la posizione dei vincitori delle elezioni: a partire da Salvini, contrario a un eventuale intervento militare di Trump. Il portavoce del servizio esterno dell'Ue, scriveva inoltre nella nota che "a quasi un anno dal terribile attacco a Khan Sheikhoun, è motivo di grave preoccupazione che le armi chimiche continuino ad essere utilizzate, specialmente sui civili" e che "l'Unione europea condanna con la massima fermezza l'uso di armi chimiche e chiede una risposta immediata da parte della comunità internazionale". Poi ha reso noto che Londra parteciperebbe ad un'operazione militare contro la Siria, anche senza l'approvazione del parlamento di Westminster, secondo la Bbc. Mattis auspica l'arrivo degli ispettori dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) in Siria "in settimana". La Francia, insieme a diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, ritene il governo siriano responsabile dei fatti di Douma. Dalla riunione dei ministri è emersa la volontà di intervenire a fianco degli Usa, ma ancora non sono state definite le modalità.

Dunque, se rappresaglia sarà, sarà un'azione limitata nel tempo e nello scopo, con l'obiettivo di colpire target legati soprattutto alla produzione o all'uso delle armi chimiche.

Sulla posizione da prendere, pesa molto quanto accaduto anni fa nell'attacco contro l'Iraq di Saddam Hussein: Tony Blair (allora Premier inglese) aveva rivelato la presenza senz'ombra di dubbio di armi chimiche, salvo confessare nel 2015 (ben 12 anni dopo la guerra del 2003 che portò alla fine del dittatore iracheno) di aver diffuso una notizia falsa, una fake news creata appositamente per spingere all'entrata in guerra.

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