Le armi di Assad: le prove di Macron, le preoccupazioni dell'Onu

Bruno Cirelli
Aprile 15, 2018

Il segretario generale Antonio Guterres ha chiamato gli ambasciatori dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Usa, Russia, Cina, Regno Unito e Francia) ribadendo la sua profonda preoccupazione per i rischi dell'attuale impasse in Siria. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista a Tf1.

Le autorità siriane hanno intanto annunciato l'arrivo sul terreno giovedì e venerdì di due gruppi esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, incaricati di indagare sul sospetto attacco chimico. E' stato usato almeno del cloro - dice, ed aggiunge - la Francia non permetterà che si verifichi un'escalation e Parigi prenderà decisioni a tempo debito, nel momento più utile ed efficace.

Come precedentemente detto, ad una analisi più attenta, non è la prima volta che il conflitto siriano ci pone davanti questo schema: 1) le truppe di Assad riconquistano porzioni di territorio strategico scacciando le milizie ribelli; 2) la comunità internazionale segnala l'utilizzo di armi chimiche nelle stesse aree liberate dalle truppe governative documentandole con materiale video girato da attivisti locali ed ong che immediatamente diventa virale, rilanciato dai circuiti mediatici di tutto il mondo occidentale; 3) l'Alleanza Atlantica decide di riacutizzare la presenza militare in Siria, magari organizzando un massiccio ma breve attacco contro alcuni obiettivi sensibili tramite il dispiegamento di mezzi aerei e navali, una reazione lampo senza apparenti risultati strategicamente significativi, ma molto "ad effetto" dal punto di vista mediatico.

"Abbiamo la prova" che armi chimiche siano state utilizzate dal regime di Bashar Assad sulla città di Douma, in Siria. La conferma dell'uso delle armi chimiche è arrivata anche dall'Unione europea: "La maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana scorso", ha dichiarato Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea.

"Abbiamo la prova dell'uso di armi chimiche in Siria".

Sull'eventuale intervento in Siria manca una linea comune. Ma non parteciperà agli scontri "Una soluzione stabile e duratura per la Siria potrà venire lavorando per la pace e dando spazio alle Nazioni Unite, a Staffan de Mistura e ai tavoli negoziali perchè non si perda la speranza" ha dichiarato il premier dopo il colloquio con i ministri degli Esteri e della Difesa. A comunicarlo è stato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert.

Continua l'attacco mediatico contro la Siria per giustificare un attacco da parte degli Usa e dell'Europa.

Dunque, se rappresaglia sarà, sarà un'azione limitata nel tempo e nello scopo, con l'obiettivo di colpire target legati soprattutto alla produzione o all'uso delle armi chimiche. Anche Angela Merkel esclude una partecipazione tedesca: lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

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