Benevento, De Zerbi: "Di Biagio all'altezza, sarebbe un buon ct. Stimo Guardiola"

Rufina Vignone
Aprile 15, 2018

"Ero un rompipalle da calciatore e lo sono, ancor di più, da allenatore - prosegue De Zerbi - Se fossi un calciatore, non vorrei un tecnico come De Zerbi". Dobbiamo cercare di fare la partita per vincerla, abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, e in queste ultime sette partite faremo il possibile. Retromarcia dunque per la squadra giallorossa, che si accinge a guardare la serie B: "Anche lì ci sono squadre forti e non è semplice vincere". Mi sento cresciuto tanto, anche perché ho conosciuto calciatori e dirigenti di livello alto dal punto di vista umano. Se si fa partire il gioco dal basso i vantaggi sono maggiori, la palla deve arrivare in avanti pulita, non alta e sporca. Questa è la cosa che fa più male. Diciamo che quando mi piace un giocatore cerco di farlo sentire importante. Nessuna delle scelte future dei titolari sarà fatta in previsione dell'anno prossimo. "Il Benevento quest'anno ha avuto il piacere di vedere esordire due giovani in Serie A, ma ce ne sono tanti altri prodotti dal nostro vivaio". Per quanto riguarda il futuro, io sto bene qua, e sto benissimo umanamente con tutto quello che è l'ambiente del Benevento Calcio. L'allenatore del Benevento non ha alzato bandiera bianca come dichiarato in conferenza stampa.

LE SCELTE - Se tornassi indietro rifarei la scelta Benevento perché mi ha fatto crescere tanto.

Sugli infortuni: "Nell'arco di una stagione sono cose che possono succedere, pertanto mi aspetto molto da tutti a prescindere da chi sarà chiamato. Una mano ce l'ha data la presenza di Foggia che è un uomo di mercato". Per questo, inattacco, l'allenatore giallorosso schiererà l'artiglieriapesante: Brignola, Iemmello e Diabatè in campo dal 1'. "Purtroppo si gioca in undici e bisogna capire che qualche volta bisogna stare fuori". Con un pochino in più di freschezza fisica e di coraggio, avremmo potuto mettere ancora più in difficoltà la Juve. Perché poi, a luglio, non parti 'vergine'. Costa e D'Alessandro non sono ancora pronti e sarò io a decidere quando rientreranno. Il mio problema non è la categoria. Per ripartire bisogna avere forza, così come tutte le componenti al posto giusto.

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