Donald Trump esteri primo piano Russia Siria Stati Uniti

Bruno Cirelli
Aprile 14, 2018

La Russia abbatterà i missili Usa sparati contro la Siria, così come colpirà le postazioni di lancio per fermare eventuali attacchi lanciati dai Paesi occidentali, Stati Uniti in primis.

La Russia risponderà a qualsiasi attacco americano: lo ha detto l'ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasypkin, intervistato dall'emittente di Hezbollah, al-Manar. Parole pesanti, che acuiscono una tensione continua a crescente, vista la difficile situazione in Siria e l'intervento statunitense osteggiato dal governo Putin. "Non dovreste essere alleati di un animale assassino che uccide la sua gente con il gas e si diverte!". L'Onu si impantana ancora, non si trova l'intesa al tavolo dei diplomatici sul presunto attacco chimico.

La Russia e la Siria hanno etichettato le accuse di un attacco chimico come "costruite ad arte" nonostante le segnalazioni, sostenute da immagini agghiaccianti, di persone trattate per sintomi come convulsioni e schiuma alla bocca. L'utilizzo di armi chimiche è già stato sanzionato dall'amministrazione Trump nel 2017, quando l'esercito americano ha bombardato coi missili la base aerea siriana di Shayrat localizzata a Homs.

Intanto Trump cancella la sua partecipazione all'8/o summit delle Americhe a Lima e resterà negli Usa per sovrintendere alla risposta americana alla Siria, la a Russia vieta la bozza di risoluzione degli Stati Uniti per istituire un nuovo meccanismo d'inchiesta indipendente sull'uso delle armi chimiche in Siria. Come un padre che richiama alla disciplina i propri figli, Gorbaciov - intervistato dall'agenzia di stampa russa 'Interfax' - ha chiesto a Trump e Putin di "abbassare i toni" e di avviare un "negoziato diplomatico" per risolvere la questione siriana. Il rischio è quello che si sprofondi in un pericolosissimo confronto diretto tra Mosca e Washington. Quindi il premio Nobel per la pace - ottenuto nel 1990 per il suo ruolo nella fine della Guerra fredda - ha ricordato che Russia e Stati Uniti tengono nuovamente i fili di questa crisi, perciò spetta a loro "avviare colloqui seri, incontrandosi a metà strada".

Il momento di intervenire é arrivato, probabilmente nessuno sarà in grado di evitarlo, la speranza é che si possa contenere all'interno di una zona geografica ben definita e non debba per forza diventare una dimostrazione di potere che potrebbe anche varcare confini sino ad oggi impensabili.

La Russia ha inoltre installato batterie di difesa aerea attorno alla base di Hmeimim e dispone di installazioni portuali a Tartous. "Riceveremo all'incirca la stessa quantità di profitti in surplus, anche tenendo conto del fatto che dovremo rimborsare le obbligazioni e utilizzare le risorse del Fondo Sovrano Nazionale" ha detto in onda sul canale Rossiya 24.

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