Chiusura dei Punti di Primo Intervento: Emiliano incontrerà i Sindaci

Bruno Cirelli
Aprile 14, 2018

La decisione della Giunta regionale di voler chiudere 39 punti di primo intervento in Puglia (tra cui Fasano) per trasformarli al massimo in postazioni medicalizzate di 118 ha provocato un terremoto politico che rischia di dare un ulteriore scossone alla già precaria stabilità del governo regionale. Amati assicura che approfondirà la questione per gli altri territori provinciali, "ma circa Brindisi posso assicurare - prosegue - che l'esecuzione della decisione rappresenterebbe un prevalente e ingovernabile carico sul Perrino di Brindisi". Al loro posto ci saranno postazioni del 118 con auto medicalizzate.

E' necessario avviare un immediato confronto con i sindacati affinché possa rimodularsi l'offerta sanitaria Pugliese e quindi, nella Asl Br, a favore del suo territorio e non solo a tutela della casse regionali. Ecco perché è probabile che la mossa del governatore serva solo a spegnere le polemiche politiche (contro la chiusura delle 38 strutture si è scagliata quasi tutta la maggioranza di centrosinistra) e a rasserenare gli animi.

"Quel che amareggia è che questi ulteriori tagli - prosegue Borraccino - vengono operati con la stessa arida e inconcludente logica ragionieristica adoperata per l'approvazione del Piano di Riordino Ospedaliero (per il quale Sinistra Italiana ha votato contro in Commissione, determinando la sua bocciatura), senza tenere in alcuna considerazione le reali esigenze di salute che emergono dal territorio". Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente per affrontare il tema e gli altri problemi che riguardano la sanità regionale.

"La conversione dei punti di primo intervento in postazioni medicalizzate - ha replicato Emiliano - è stata la conditio sine qua non attraverso la quale ci hanno approvato, ai tavoli romani, il piano di riordino ospedaliero". Se a fine 2018 i ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in programma operativo.

"Il presidente, travolto dalla bufera politica che si è scatenata, ha convocato di urgenza venerdì 20 aprile i direttori generali delle sei Asl pugliesi per "un ulteriore confronto sulla proposta di riordino dei Punti di Primo Intervento", dopo il passaggio informale e preliminare che si è svolto in Giunta con gli assessori". Ad oggi, sia chiaro, il destino del PPI sembra essere segnato, come prima quello di tutti i reparti dell'Umberto I che negli anni hanno abbandonato la loro funzione, che è stata invece spostata altrove.

"Non stiamo smantellando nulla e non stiamo tradendo nessuno - ha continuato Emiliano - dobbiamo attuare una riconversione che ci chiede il Ministero, sempre nell'ottica della messa in sicurezza i cittadini e nell'ottica di condivisione degli interventi con i territori".

Tra i 39 comuni interessati dalla delibera di giunta molti sono dell'area metropolitana di Bari. Stiamo già lavorando a un'iniziativa che coinvolga anche le amministrazioni e i consigli comunali di Molfetta, Corato e se possibile anche di Ruvo e Giovinazzo, oltre che una delegazione di medici e operatori sanitari. In pratica il Gargano nord resterà senza punti di riferimento di primo intervento, dovendo ora riversarsi su San Giovanni Rotondo o Manfredonia, se non pure San Severo.

Tutto ciò precede le conferenze dei sindaci e nuovamente la riunione in Giunta regionale.

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