Attacco Siria, Gentiloni: "Non è partito da basi italiane"

Bruno Cirelli
Aprile 14, 2018

L'azione di questa notte è stata una risposta "motivata all'uso di armi chimiche" ma, ha sottolineato, "l'Italia non ha partecipato all'attacco".

"Non è il momento dell'escalation - ha aggiunto il presidente pro tempore del Consiglio - è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile". Mentre, stavolta su Facebook, la presidentessa di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha criticato il blitz: "Attacco in Siria fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell'ONU sui presunti attacchi chimici".

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Per Gentiloni si tratta "di un'azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o di diffusione delle armi chimiche. Il supporto logistico che forniamo tradizionalmente ai nostri alleati e agli Stati Uniti in particolare, in questo caso non si è tradotto nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria".

Su Twitter Matteo Salvini critica l'attacco in Siria: "Stanno ancora cercando le 'armi chimiche' di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi 'missili intelligenti', aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi. #stopwar #stopisis".

Sempre su Twitter è arrivato il commento del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: "L'uso di armi chimiche è inaccettabile. In particolare riteniamo che la Conferenza internazionale sulla Siria convocata il 24/25 aprile a Bruxelles dovrà essere la sede per uno sforzo di responsabilità di tutta la comunità internazionale, in primo luogo dei Paesi che hanno il maggior ruolo in quella drammatica crisi". "Senza alcuna prova certa di colpisce solo una delle due parti in gioco, il regime di Assad, e si favoriscono i terroristi jihadisti che stanno perdendo terreno".

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