Tirreno Power: gup, decisione obbligata, ora si potrà fare chiarezza

Barsaba Taglieri
Aprile 13, 2018

Tirreno Power, un processo contro i più importanti manager della centrale di Vado Ligure, in provincia di Savona, deciderà le responsabilità nel sospetto aumento di morti avvenuti nelle zone vicine all'impianto di produzione di energia elettrica a carbone. A giudizio numerosi consiglieri di amministrazione e direttori di dipartimento e manager fino al 2014.

Il processo vedrà come parti civili anche 6 alcune associazioni come Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana, oltre al Ministero dell'Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

Le perizie parlano di oltre 2mila ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cadiovascolari tra il 2005 e il 2012 che si presume siano dovute alle emissioni della centrale.

Il giudice delle indagini preliminari Francesco Meloni ha accolto le richieste della Procura e ha disposto il rinvio a giudizio di 26 persone con l'accusa è di disastro ambientale e sanitario colposo provocato dalle emissioni della centrale di Vado tra vertici e dirigenti di Tirreno Power, . Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie, come scrive il Secolo XIX.

"Tirreno Power ha sempre rispettato scrupolosamente tutte le leggi che regolavano l'esercizio della centrale alimentata a carbone e tutti i limiti di emissione, fatto non contestato dalla stessa accusa" sostiene l'azienda, che aggiunge: "Le rilevazioni ufficiali dimostrano che i contributi delle emissioni della centrale nell'ambiente erano irrilevanti e infatti ad anni di distanza dalla chiusura dell'impianto a carbone i dati della qualità dell'aria non si sono modificati". Sono stati rinviati a giudizio tra gli altri Giovanni Gosio, direttore generale di Tirreno Power dal 2003 al 2014 e Massimo Orlandi presidente del Cda in diversi periodi. I pm avevano chiesto l' archiviazione per altri 14 dirigenti.

L'inchiesta si era conclusa il 17 Giugno 2015, con 86 indagati e con il sequestro della centrale di Vado Ligure.

Sulla questione intervengono anche i deputati e senatori liguri del Movimento 5 Stelle: "L'impianto accusatorio della procura era solido: l'abbiamo sempre sostenuto e il risultato dell'udienza di oggi ce lo ha confermato". La centrale è stata in seguito riaperta, ma alimentata soltanto a metano, con una notevole diminuzione della forza lavoro e la decisione di abbattere una delle due ciminiere. L'11 dicembre saremo in tribunale e vigileremo affinché sul processo non incomba l'ombra della prescrizione.

Legambiente Liguria, con il suo Centro di Azione Giuridica, ritiene invece che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse.

I parlamentari liguri del M5S chiedono ora che il ministero della Salute segua l'approccio del ministero dell'Ambiente costituendosi anch'esso parte civile nel procedimento.

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