Scuola: 1 mln studenti e 55.000 cattedre in meno fra 10 anni

Bruno Cirelli
Aprile 13, 2018

Come abbiamo già evidenziato la perdita di iscritti equivale alla perdita di posti in organico.

La Fondazione Agnelli ha effettuato uno studio in base al quale nei prossimi 10 anni potrebbero esserci 55000 cattedre in meno.

Il calo demografico e l'emigrazione che ha visto spopolare intere aree del nostro Paese sono il motivo di questa immane tragedia. Con significative implicazioni per le politiche dell'istruzione dei prossimi governi. I soldi ad esempio utilizzati per salvare le banche potevano essere impegnati a sostegno delle nascite.

In Italia la popolazione in età scolare fra i 3 e i 18 anni (dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di II grado) è oggi di circa 9 milioni. Nessun altro paese europeo avrà un trend così declinante. Sullo sfondo, la Fondazione Agnelli rileva anche la riduzione dei flussi migratori internazionali, con un saldo con l'estero sceso dal 7,5% al 3% in dieci anni. Il calo degli iscritti alla scuola primaria (6-10 anni) avrà un picco del 24% in Sardegna e del 20% in Campania, con una perdita di circa 18mila classi. Tagli sono attesi anche nelle scuole medie e superiori (in totale 12.400 classi), anche se più avanti, perché per qualche anno le iscrizioni continueranno, debolmente, a crescere (nel 2028 il saldo rimarrà positivo solo nelle superiori del Nord e del Centro). È lo scenario che prospettano per la scuola italiana le elaborazioni della Fondazione Agnelli, a partire dai dati Istat sull'evoluzione demografica.

Ma ci sono alternative. Per evitare di entrare in ruolo tra 10 anni all'infanzia (5 alla primaria), stante l'elevato numero di docenti ancora presenti nelle graduatorie ad esaurimento e nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, va introdotto il tempo pieno e va effettuato lo sdoppiamento delle classi pollaio. Oltralpe si sta procedendo al dimezzamento degli alunni per classe nelle aree più problematiche.

"L'alternativa che tuttavia appare preferibile a chi dà priorità al miglioramento della qualità dell'istruzione in Italia - ha chiosato il direttore della Fondazione Agnelli - è un rafforzamento generalizzato della "scuola del pomeriggio", con più possibilità di scelta del tempo pieno/prolungato, attività integrative, supporto ai percorsi personalizzati, contrasto all'abbandono".

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