Ricetta Ocse per l'Italia: patrimoniale sulla ricchezza

Paterniano Del Favero
Aprile 12, 2018

Tant'è che i livelli pre-crisi non sono stati ancora recuperati.

Peraltro, dati comparabili per sei paesi Ocse (Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti) indicano che, dalla crisi, la concentrazione di ricchezza al vertice è aumentata in quattro di essi (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti Stati e il Regno Unito), mentre la disparità di ricchezza nella parte inferiore della distribuzione è aumentata in tutti i paesi tranne il Regno Unito. Come dire che se anche il Pil è aumentato, quel poco di aumento è andato a finire nelle tasche dei più ricchi, concentrandosi quindi ai piani alti.

Destinata a far discutere la ricetta che l'Ocse ha lanciato per abbattere le disuguaglianze nel nostro paese, ossia una tassa patrimoniale sulla ricchezza.

Sulla base degli ultimi studi elaborati dall'Ocse, i risultati della ricerca mostrano che la necessità di una nuova imposta patrimoniale risulta quasi irrilevante dove vengono già utilizzate in modo ampio tasse su redditi, capitali personali e plusvalenze, oltre a dove le imposte di successione sono ben organizzate. Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse. In questi casi la patrimoniale potrebbe avere effetti addirittura "distorsivi". In pratica, ciò implica che nei Paesi con sistemi di imposizione duale che tassano i redditi da capitale a tassi piatti (e spesso bassi) o in Paesi in cui i guadagni in conto capitale non sono tassati, ci può essere una giustificazione più forte a riscuotere un'imposta patrimoniale. Anche perché la strategia è indicata dall'Ocse come uno strumento che potrebbe riequilibrare velocemente la situazione [VIDEO] ed aiutare il Paese a ritrovare i livelli di distribuzione della ricchezza antecedenti alla crisi.

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