Usa, mangia il peperoncino più piccante del mondo e finisce in ospedale

Barsaba Taglieri
Aprile 11, 2018

Il Carolina reaper è stato definito il peperoncino più piccante al mondo.

Carolina Reaper è una varietà (cultivar) di peperoncino appartenente alla specie Capsicum chinense, conosciuto originariamente con il nome di HP22B. Esso è il prodotto dell'unione di altre due tipologie di peperoncini, ovvero il Naga Morich e l'Habanero Rosso. Il peperoncino attirò l'attenzione dei media quando, nel 2011, un reporter della National Public Radio, dopo averne mangiato un pezzo, rimase sconvolto dalla sua piccantezza e decise così di raccontare la sua esperienza dedicandogli un servizio.

Il medico che ha esaminato il suo caso ha avvertito tutti coloro che assumono peperoncini piccanti di rivolgersi immediatamente a un dottore nel caso manifestassero dei mal di testa a insorgenza improvvisa.

Il problema, in America, è che vanno molto di moda le salsine messicane ricche di spezie piccanti ma gli statunitensi non sono abituati al loro gusto, come invece i vicini latinos. Inoltre, i medici sono giunti anche alla conclusione che il restringimento delle arterie era dovuto all'alto tasso capsico presente nel tipo di peperoncino ingerito dal giovane.

Il Bassett Medical Center di New York ha pubblicato sul British Medical Journal Case Reports una storia decisamente sopra le righe. E nemmeno l'intestino gradisce una "fiammata" di olio piccante soprattutto se il peperoncino è il Carolina Reaper ("il più piccante del mondo"). Poi sono subentrati forti dolori al collo, durati fino ai giorni successivi. La sofferenza era tale che il giovane si è recato in pronto soccorso, dove è stato sottoposto a una visita e a una batteria di test per varie condizioni neurologiche, con risultati tutti negativi. Successivamente una Tac ha mostrato che diverse arterie nel suo cervello si erano ristrette: i medici gli hanno così diagnosticato un mal di testa "a rombo di tuono" secondario alla sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (Rcvs).

Questa sindrome, spesso accompagnata appunto da cefalea, non sempre ha una causa ovvia, ma può verificarsi come reazione a determinati farmaci o dopo l'assunzione di droghe.

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