Rivoluzionario trapianto di reni in Italia da donatore dializzato

Barsaba Taglieri
Aprile 10, 2018

Per la prima volta in Italia è stato eseguito un doppio trapianto di rene da paziente dializzato. Il deterioramento generale non ha reso possibile il trapianto del fegato.

I due reni sono stati estratti da un uomo che prima di morire era ricoverato in gravissime condizioni in un reparto di rianimazione, a causa di una patologia congenita.

Per la riuscita dell'operazione i medici hanno fatto innanzitutto il possibile per rendere il rene dell'uomo deceduto trapiantabile (poichè vi era un danno nell'organo ma ancora regredibile) e, successivamente, lo hanno impiantato nel corpo della donna. Inoltre, i parametri di perfusione erano caratterizzati da una sostanziale difficoltà di circolazione. Il medico chirurgo non ha nascosto le paure per una tale operazione: "Concedere il via libera al trapianto del rene è stato un atto di grandissima responsabilità medica eso possibile solo grazie all'enorme esperienza delle figure professionali che operano nell'ospedale Molinette e che hanno collaborato al trapianto". L'altro rene è stato inviato, grazie al Centro di coordinamento regionale trapianti, diretto dal professor Antonio Amoroso, all'ospedale di Novara, dove è stato trapiantato anch'esso con successo dall'équipe di Vincenzo Cantaluppi.

Una volta effettuato il trapianto, tecnicamente riuscito, dai chirurghi vascolari (diretti dal dottor Maurizio Merlo), dagli urologi (diretti dal professor Paolo Gontero) e dagli anestesisti (diretti dal dottor Pier Paolo Donadio), la ricevente, una signora di 60 anni in dialisi dal 2013 per nefropatia per calcolosi, è stata seguita presso la Terapia intensiva della Nefrologia del professor Biancone con terapie farmacologiche particolari, volte a favorire la ripresa del rene trapiantato.

I pionieristici interventi sono stati resi possibili grazie a un macchinario per la perfusione - in grado di rivitalizzare i reni del donatore deceduto - e al lavoro corale di diverse equipe di specialisti, che dopo ore di consultazioni hanno dato l'ok per procedere, avendo come massima priorità la salute dei pazienti riceventi. Al peggiorare del quadro clinico si è manifestata una grave insufficienza renale con la totale perdita di funzionalità degli organi, che ha costretto i medici a dializzare il paziente. "Abbiamo ragionato approfonditamente in tante persone quella notte e la strategia si è dimostrata vincente".

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