Estorsioni e frodi fisco nel palermitano

Bruno Cirelli
Aprile 9, 2018

Un'estorsione smascherata da Carabinieri e Guardia di Finanza nell'operazione congiunta denominata "Gioielli di Famiglia". Un profilo pericoloso confermato anche da alcuni collaboratori di giustizia, concordi nel ritenerlo coinvolto nel contesto mafioso di Misilmeri e palermitano, oltre che dotato di notevole capacita' economica frutto delle sue attivita' illegali.

Il fulcro delle indagini è costituito dalle attività illecite riferibili a una persona di elevato calibro criminale, già raggiunto da numerose sentenze di condanna irrevocabili per reati non di mafia (associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, nel ruolo di promotore e capo), per le quali si trova tuttora detenuto. Accertato anche il comportamento di un operatore nel settore dei compro oro finalizzato ad assicurarsi un atteggiamento di favore da parte degli organi di controllo.

Sino ad oggi, Formoso non era mai stato attinto dall'accusa di associazione mafiosa o di delitti aggravati dal metodo mafioso, tanto che gli addebiti mossigli si fondano su numerose ed eterogenee risultanze istruttorie, acquisite - già a partire dal 2013 - sia di carabinieri che dalle due componenti operative della Guardia di Finanza di Palermo. Attività di indagine che hanno permesso di hanno permesso di ricostruire il contesto imprenditoriale e di tracciare i suoi interessi economici. Le misure cautelari costituiscono, quindi, l'esito di complesse attività d'indagine mediante attività tecniche e accertamenti finanziari e patrimoniali, supportati dalle dichiarazioni raccolte da diversi collaboratori di giustizia. Avrebbe inoltre cercato reiteratamente di estorcere a un imprenditore palermitano 100 mila euro, quale asserito corrispettivo per l'acquisto di pietre preziose, già saldate in passato.

In manette sono finiti anche Lorenzo D'Arpa, di 58 anni, Paolo Dragna, di 64 anni, Francesco La Bua, di 68 anni, Pietro Morgano, di 70 anni, e Vincenzo Meli, di 66 anni. Sequestrati beni per un valore di 850 mila euro, comprese aziende del settore della vendita all'ingrosso di carne - che veniva piazzata e imposta nei supermercati di Palermo e provincia - di oro e oggetti preziosi, che avevano evaso l'Iva e l'imposta sul reddito. In azione finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria e del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria, del Gruppo carabinieri di Palermo e della Compagnia di Bagheria: in tutto un centinaio di uomini, con l'ausilio di unita' cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi.

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