Rebus governo nelle mani di Mattarella

Bruno Cirelli
Aprile 3, 2018

E che, al termine di questo primo giro di consultazioni, Sergio Mattarella non darà alcun incarico, né "pieno", né esplorativo, né un "preincarico".

Mattarella vuole che l'iniziativa per trovare l'intesa sulla creazione del nuovo Governo venga dai partiti, che in questo modo si assumerebbero le loro responsabilità.

E il neosenatore non ha abbandonato completamente l'idea di entrare a palazzo Chigi: "Spero di potere presto, dal governo, raccogliere l'appello del presidente di Confindustria Russia: via queste assurde sanzioni a Mosca che stanno causando un danno incalcolabile all'economia italiana!".

Sulla via del nuovo governo ci sono poi anche appuntamenti economici ed elettorali: le regionali, le comunali, la presentazione del Def. La sensazione è che quindi l'intero mese di aprile trascorrerà senza la formazione di un governo.

Giovedì 5 si riprende alle 10 con la delegazione dei gruppi del Partito democratico. Ascolto e calma: soprattutto per il primo giro, che ci si attende di posizionamento, saranno queste le doti da mettere in campo.

Al pomeriggio verranno ricevuti la delegazione del gruppo "Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv)" del Senato, gli esponenti del Gruppo Misto di Palazzo Madama, quelli del Gruppo Misto della Camera, di Fratelli d'Italia con i presidenti dei gruppi e la leader Giorgia Meloni.

Non si può neppure escludere che Mattarella, proprio come accadde nel 2013, possa istituire quella che allora fu ribattezzata la squadra dei "saggi", un gruppo di persone di spicco che aiutarono le forze politiche nella ricerca di una soluzione. Alle 12 toccherà ai presidenti dei gruppi della Lega, Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio, assieme al segretario federale, Matteo Salvini. Soluzione? Torniamo al punto di partenza, la soluzione è tutta nella mani del Presidente Mattarella, probabilmente l'incarico ad una personalità che non sia Di Maio o Salvini, potrebbe essere una strada percorribile. Alle 11,00 tocca a Forza Italia: assieme ai capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, sarà al Colle anche il Presidente del partito, Silvio Berlusconi. Infine si riprenderà alle ore 16.30, quando al Quirinale saliranno Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle. E, dopo la schiarita con l'accordo sull'elezione dei presidenti delle Camere, le posizioni si stanno radicalizzando: Di Maio dice "o io o nessuno" e Salvini pone il veto a Di Maio. Salvo sorprese dell'ultima ora, quando mercoledi' e giovedi' i capigruppo e i leader politici entreranno nello Studio alla Vetrata accolti da Sergio Mattarella, poche saranno le novita' rispetto alle scelte compiute finora e dunque le distanze per giungere a una maggioranza per sostenere il nuovo governo del Paese saranno ancora ampie. E', questo, l'interrogativo che più incerto di così non si sarebbe mai immaginato come frutto delle scorse consultazioni elettorali.

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