Lettera Ratzinger: Viganò si dimette

Bruno Cirelli
Marzo 21, 2018

Nella sua lettera, Papa #Ratzinger comunicava a Viganò la sua intenzione di non scrivere l'introduzione per diverse ragioni: pur apprezzando le qualità teologiche di Bergoglio, Benedetto XVI spiegava di non aver tempo di leggere quelli che definiva "gli undici volumetti" per impegni precedentemente assunti e di non voler esprimere giudizi su opere da lui non lette.

"Il Santo Padre Francesco - ha detto il portavoce vaticano Greg Burke - ha accettato la rinuncia di Mons".

"Le chiedo di proseguire - continua - restando presso il dicastero, nominandola come assessore per il dicastero della comunicazione per poter dare il suo contributo umano e professionale al nuovo prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso".

Le polemiche, soprattutto in rete, hanno finito per contrapporre gli "ultras" ratzingeriani e quelli bergogliani, col risultato di creare un'atmosfera di divisione che, nei fatti, tra Benedetto XVI e Francesco non è mai esistita, con buona pace dei tifosi non richiesti.

Il pasticcio della lettera di Benedetto XVI era diventato troppo grande, fino a coinvolgere loro malgrado nelle polemiche due Papi, Francesco e l'emerito. Il Santo Padre accetta le dimissioni di monsignor Dario Edoardo Viganò. Fino alla nomina del nuovo prefetto, la Segreteria delle Comunicazioni, sarà guidata dal Segretario del medesimo dicastero, monsignor Lucio Adrián Ruiz. Il testo prosegue quindi con l'ulteriore paragrafo finora non noto: non solo non distribuito stampato, ma neanche letto da Viganò nella presentazione: "Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professor Hunermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali". Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della Kölner Erklarung, che, in relazione all'enciclica Veritatis splendor, attaccò in modo virulento l'autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito questo orientamento, rendendo quell'organizzazione un normale strumento di incontro fra teologi. "La ringrazio per l'accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generositi in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro". Si perché il ruolo affidatogli dal pontefice è stato proprio quello di riformare i media vaticani, un lavoro alquanto complesso ma che sta già dando i frutti. "La scelta e' stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura". "Riforma - sottolinea Bergoglio - ormai giunta al tratto conclusivo con I'imminente fusione dell'Osservatore Romano all'interno dell'unico sistema comunicativo della Santa Sede e l'accorpamento della Tipografia Vaticana". Francesco conclude poi spiegando come Viganò abbia partecipato al grande impegno di riforma della Chiesa in Santa Sede, "con lo stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana, che ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l'acquisizione di uno spirito di servizio".

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