Ultimo articolo Stephen Hawking: come finirà l'universo

Geronimo Vena
Marzo 20, 2018

Il professore è morto all'età di 76 anni lo scorso Mercoledì della sua casa di Cambridge, Ma è stato constatato che la sua attività nonchè la sua mente geniale ha lavorato fino all'ultimo, presentando un lavoro soltanto due settimane prima di morire.

Il 14 marzo scorso, il mondo rendeva omaggio alla vita di Stephen Hawking. Lo scritto, ancora in revisione, potrebbe costituire l'eredità più importante di tutta la sua vita da scienziato.

A partire dalla prima apparizione nell'episodio della decima stagione nel 1999, Springfield utopia delle utopie, Hawking ha partecipato in forma animata ad altri tre episodi.

Secondo il "The Sunday Times", nell'articolo di Stephen Hawking vengono posti i fondamenti teorici per la dimostrazione dell'idea di multiverso.

Va detto che si tratta di fisica teorica postulata attraverso complicatissime formule matematiche, una caratteristica tipica delle ricerche di Hawking e di tutti i fisici teorici, e che quindi difficilmente qualcosa del genere potrà essere dimostrata a breve con le tecnologie attuali o con quelle del prossimo futuro.

L'ultimo articolo del fisico britannico Stephen Hawking, scomparso la scorsa settimana, era dedicato agli universi paralleli e come l'umanità potrebbe trovare tracce della loro esistenza, scrive il Telegraph.

Rilevandone alcune particolari proprietà tramite una particolare sonda spaziale e particolari sensori, potrebbe essere infatti possibile dimostrare la teoria. "Stephen era così, sempre pronto a spingersi oltre i limiti di Star Trek".

Secondo le prime indiscrezioni, il nuovo articolo prenderebbe il via da quanto proposto da Hawking e Hartle nel 1983. La teoria dello stato senza confini descrive come l'universo si sia espanso da uno stato iniziale con una elevata densità ed energia. Ma, ha suggerito lo scienziato, ci saranno stati contemporaneamente diversi Big Bang che avrebbero dato origine a un numero infinito di universi, che chiamò multiverso. La conclusione non è però mai stata testabile matematicamente. Nello specifico lo stesso ha dichiarato: "L'idea intrigante nel lavoro di Hawking è che [il multiverso] ha lasciato la sua impronta sulla radiazione di fondo che permea il nostro universo e potremmo misurarlo con un rivelatore su un'astronave". Quest'ultima teoria, del resto, è controversa e non viene peraltro accettata da altri cosmologi.

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