Tratta nigeriane: 2 fermi a Trento della Squadra Mobile Catania

Bruno Cirelli
Marzo 17, 2018

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Due nigeriani, Queen Enaye, di 38 anni, e Collins Omorgbe, di 31 anni, sono stati fermati a Trento, da agenti della squadra mobile di Catania, nell'ambito di un'inchiesta della Dda della Procura etnea su una tratta di cittadine africane arrivate in Italia su barconi carichi di migranti per essere avviate alla prostituzione.

Le indagini della squadra mobile di Catania erano state avviate dopo lo sbarco, l'11 ottobre 2017, di 134 migranti nel porto etneo. Tra loro tre nigeriane minorenni che erano state "comprate" da Queen Enaye, la "maman", e, sotto la minaccia di riti Ju Ju e del più temuto Aielallà, avrebbero dovuto riscattare la loro liberazione versandole 30mila euro ciascuno.

L'attività tecnica permetteva di apprezzare plurimi contatti tra la predetta madame e le persone offese, ricostruendo esattamente tutti i segmenti della condotta del traffico di esseri umani gestito dalla donna e dai suoi correi, consentendo di rilevare la pluralità delle vittime trafficate e le continue minacce ordite ai danni delle stesse per sottometterle e soggiogarle psicologicamente: nel corso dei frequenti dialoghi con le vittime che tardavano a eseguire i suoi ordini, la donna ricordava loro che nessuno avrebbe potuto sentirsi libera con "i suoi soldi" (ciò poiché le giovani avevano assunto un debito verso la donna che avrebbero dovuto ripagare con i proventi del meretricio e il mancato rispetto dell'obbligo assunto si traduceva in un mancato guadagno, inaccettabile per l'indagata).

Per la prima volta vittima della 'tratta' risulta essere anche un giovane fatto 'arrivare', per circa 6mila euro in Italia dalla coppia per avviarlo all'accattonaggio.

Le indagini hanno portato a rilevare la complicità di Enaye Queen col compagno Omorogbe Collins, inteso "Don Bonbino", anch'egli domiciliato a Trento.

In tale occasione l'indagata, di concerto con la sorella dimorante in Nigeria e anch'essa coinvolta nel traffico di esseri umani, meditava di rivolgere il rito ai genitori della ragazza in modo da creare ulteriori pressioni psicologiche sulla vittima, costringendola a far ritorno presso la madame (la giovane datasi alla fuga avrebbe sicuramente contattato i genitori e, appreso della loro sottoposizione al terribile Aielallà, non avrebbe avuto altra scelta se non quella di sottomettersi nuovamente al volere della madame).

Le indagini tecniche, unitamente ad attività di tipo tradizionale condotte dal personale della Sezione Criminalità Straniera della Mobile di Catania, hanno consentito di individuare un gruppo di trafficanti legati da rapporti di parentela (dislocati tra la Nigeria e l'Italia), dedito al reclutamento e al trasferimento in Italia di giovanissime connazionali al fine di destinarle al meretricio: la madame, identificata nell'indagata Enaye Queen dimorante a Trento, aveva l'incarico di curare l'immissione delle vittime nel circuito della prostituzione su strada onde assicurarne la "messa a reddito". Il fermo della coppia è stato eseguito lo scorso 13 marzo e poi convalidato dal Gip di Trento, che ne ha disposto per entrambi la misura cautelare della custodia cautelare in carcere.

Un vestito rosso a mantello, un cappello di una nota griffe di moda in testa, uno scettro in mano e tanti, tantissimi soldi in mano, a mazzette, lanciati per aria e lasciati cadere per terra mentre cammina e danza tra gli invitato di una festa. Così in video da lui stesso postato su Facebook il nigeriano Collins Omoregbe. Durante l'esecuzione del fermo nella sua abitazione agenti di polizia di Catania e Trento hanno trovato lo scettro che teneva in mano.

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