Spia avvelenata. Il Ministro inglese Johnson accusa Putin: "Sua decisione"

Bruno Cirelli
Marzo 17, 2018

Sulla vicenda dell'avvelenamento dell'ex spia russa Sergej Skripal e della figlia Yulia interviene anche il Ministro degli Esteri Boris Johnson. Nello scontro tra Theresa May e il Cremlino, che Londra considera responsabile dell'attentato tanto da indurla a cacciare 23 diplomatici russi, il governo italiano si è fatto vivo con una telefonata di Paolo Gentiloni al primo ministro britannico, telefonata arrivata il giorno dopo il comunicato congiunto di pieno sostegno alla titolare di Downing Street da parte di Trump, Merkel e Macron, i maggiori alleati occidentali. "Enormemente probabile che sia stata sua la decisione di usare gas nervino, nelle strade della Gran Bretagna, dell'Europa, per la prima volta dalla 2a Guerra Mondiale, ha detto Johnson".

Citato dall'agenzia Ria, l'ambasciatore russo a Londra ha annunciato che il personale espulso lascerà il Regno Unito il 20 marzo. "La Russia non ha nulla a che fare con questo incidente". I due leader hanno convenuto, infine, sulla importanza che su questa vicenda si manifesti solidarietà sia in sede Nato sia in sede europea, anche in vista del Consiglio Europeo di giovedì prossimo. Si indaga ora sulla possibilità che sia stato impregnato con la sostanza velenosa un abito nella valigia o addirittura un regalo che è stato poi aperto nella casa a Salisbury, il che indica che la donna era stata presa di mira per arrivare al padre. Inoltre si è appreso che quasi 150 persone potrebbero essere state contaminate, sia pure in maniera minima, dall'agente nervino che ha ridotto in fin di vita Skripal e la figlia.

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