Napoletani scomparsi in Messico, le donne della famiglia: "Andiamo a cercarli noi"

Bruno Cirelli
Marzo 17, 2018

Il sottosegretario, coadiuvato dall'ambasciata italiana di Città del Messico, terrà "una serie di incontri con le autorità locali". Il titolare della Farnesina ha infine illustrato ai familiari il contenuto del suo recente colloquio telefonico con il suo omologo messicano, Luis Videgaray Caso.

Passaporti tra le mani, la voce che trema e gli occhi lucidi. Così si preparano al viaggio in Messico i parenti di Raffaele Russo, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino. Il documento è contenuto nel file Fed/Seido/Ueidms-Jal 171/2018 che racchiude tutti gli elementi raccolti dalla Procura specializzata in delinquenza organizzata e dall'Unità speciale sequestri ed è stato diffuso ieri in un reportage di Patricia Dàvila su 'Proceso'. "Siamo indignati, lo stato ci sta facendo vergognare di essere italiani - dice il messaggio, letto dalla moglie di Raffaele Russo, il primo napoletano di cui si sono perse le tracce".

Si dicono pronte a partire per il Messico i parenti di Raffaele, Antonio e Vincenzo. Proviene dal numero di Vincenzo Cimmino che non osa parlare ma lascia aperto il collegamento, probabilmente per dare modo al cugino Francesco Russo di ascoltare quel che sta succedendo. Vogliamo i nomi di chi ha comprato la nostra famiglia! Subito c'è un numero ripetuto due volte, 'quince, quince', quindici. Subito dopo un'altra sequenza, 43 - 11- 58 - 42 - 45, anche questa scandita con precisione. "Poi cala il silenzio e Francesco chiude la comunicazione preoccupato, per andare a sporgere denuncia sperando di ritrovare al più presto i suoi congiunti".

Il giornalista Paolo Barbuto de Il Mattino ha chiesto un parere a un esperto di codici militari che ha ricordato l'esistenza di un "Codigo Mil'' in utilizzo nel passato in Messico". Sono narcotrafficanti, stiamo investigando. "Ci arrivano le notizie da media e social, le conferme o smentite della Farnesina arrivano poi". Gli ultimi due numeri, 60 e 6 indicano rispettivamente "narcotici" e "ricerca".

"Siamo stati abbandonati da tutti - dichiarano alla stampa - e questa è la sola cosa da fare per cercare di fare chiarezza sulla vicenda". Noi siamo in moto e adesso chiuderemo i contatti radio, ci siamo separati in due gruppi, abbiamo con noi l'automobile.

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