Il lavoro c'è, svegliatevi

Ausiliatrice Cristiano
Marzo 14, 2018

Si legge nel post: "Se ci chiedete perché la maggior parte delle cassiere sono ragazze filippine, vi rispondiamo perché le italiane il sabato hanno il moroso, il mercoledì hanno la palestra, la domenica la stanchezza, ecc.".

Italiane, svegliatevi! Il lavoro c'è, siete voi che non ci siete. Italiane, svegliatevi! Il lavoro c'è, siete voi che non ci siete.

Ovviamente le reazioni sono state molto dure, ma Burgez non ha arretrato di un millimetro: Simone Ciaruffoli, fondatore della linea di fast food, ha spiegato: "non è vero che non vogliamo italiane, semplicemente è difficile trovarne. qualcuna viene al colloquio con la mamma, altre con il fidanzato". Sono bastate poche righe pubblicate sul profilo ufficiale di Facebook per etichettare l'azienda di fast food come razzista al contrario ovvero con atteggiamenti discriminatori nei confronti degli italiani.

"Chi ci conosce sa che usiamo sempre una comunicazione provocatoria, ma quel post rispecchia la realtà". Prendete le filippine per pagarle due soldi, farle lavorare come muli, con contratti a chiamata, se sono fortunate.

Sarà per i toni al limite dell'arroganza o forse perché siamo davanti a una precisa strategia di marketing per fare parlare di sé, ma l'annuncio di Burgez sulla ricerca di personale filippino anziché italiano per il suo ristorante a Milano si è rivelato una bomba mediatica. Gli italiani (donne e uomini) lavorano bene e tanto.

- Sono contratti nazionali, italiani o filippini o nigeriani non cambia nulla. Tutto in regola e tutto alla luce del sole'. Ma la scopa nel culo anche no!'. "Ci spiace per la sua frustrazione ma noi siamo puliti, la scopa la usiamo bene, a noi piace usarla sul pavimento, non nel c.o".

"Spesso ci chiedono perché assumiamo tanti filippini, allora abbiamo messo un annuncio per dire che cerchiamo anche italiani, che sono un terzo del nostro organico, e lo abbiamo scritto - racconta Ciaruffoli - in modo provocatorio come fa Burgez, che ha la presunzione di essere una testa pensante e non solo panini".

Nel frattempo, i gestori delle pagine social di Burgez continuano a rispondere per le rime alle accuse di sfruttamento, razzismo e sessismo, pubblicando post piuttosto eloquenti.

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