Il cacciatore: trama e anticipazioni della fiction di stasera 14 marzo

Ausiliatrice Cristiano
Marzo 14, 2018

"Ho scritto il libro, insieme ai giornalisti Francesco Vitale e Silvia Resta - ha dichiarato Sabella - per due motivi: per raccontare la gestione della procura sotto la guida di Giancarlo Casella e, soprattutto, perché ero stufo di vedere in tv un'immagine patinata della mafia, ben diversa da quella che conoscevamo noi magistrati".

Sei prime serate di Rai 2 saranno dedicate, da stasera, alla messa in onda della fiction Il cacciatore, diretta da Stefano Lodovichi e Davide Marengo. 1993, Saverio Barone è un giovane magistrato in servizio a Termini Imerese che, in un mix di ambizione e senso del dovere, decide di denunciare al CSM il suo capo, Salvatore Donà, sospettando una sua collusione con la mafia locale. Il protagonista Saverio Barone, interpretato da Francesco Montanari, è liberamente ispirato alla figura del PM Alfonso Sabella, membro del pool antimafia. L'arresto di boss come Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Vito Vitale, Pietro Algeri e tanti altri, responsabili di pagine dolorose della recente storia d'Italia: "le bombe di Firenze, Bologna e Milano; le stragi di Capaci e Via D'Amelio (...); il rapimento del piccolo Giuseppe, 12 anni, figlio del pentito Santino Di Matteo, che segna un punto di non ritorno nella storia della mafia siciliana, che fino a quel momento aveva rispettato il sacro vincolo di non toccare i bambini". I colleghi lo trattano con sufficienza e non ha ancora avuto modo di mostrare il proprio valore. Tuttavia, c'è un colpo di scena: l'occasione arriva quando Elia gli affida un compito. Un giorno però accade l'impensabile: viene ucciso un uomo per strada e una testimone fornisce l'identikit del tizio che stava con la vittima.

Una tensione crescente, l'introduzione di un nuovo antagonista sul finir del secondo episodio, immagini d'archivio misti a nuove riprese e caratterizzazioni dei personaggi, buoni e cattivi, forte e non unilaterale, sono alcuni degli ingredienti che fanno del prodotto non una semplice docufiction. Ma non è solo la magistratura a minacciare in quei giorni il clan di Bagarella: a Villabate la famiglia Di Peri alza la testa per prendere il controllo del mandamento.

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