Tra anziano milanese e bimbo napoletano, salvo il primo

Bruno Cirelli
Marzo 13, 2018

Un post del tutto razzista e discriminatorio, che il sedicente infermiere - Alessio Federico - ha fatto scomparire in meno di 48 ore da Facebook. Il profilo apparterebbe ad un infermiere originario di Milano, ma insieme al post è rapidamente scomparso anche l'account che è stato segnalato da altri utenti su Facebook.

A preoccupare è l'intero commento postato dall'infermiere, che scrive: "Io voglio pagare per la mia gente, il mio popolo, degli altri non mi interessa". Poi aggiunge: "Io da infermiere dico solo che tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di 6, io rianimerò sempre il nonno milanese in caso di arresto cardiaco".

Il post di De Crescenzo continua, annunciando di essersi rivolto agli organismi competenti per le opportune verifiche: "Si è richiesto, quindi, alle autorità lombarde di accertare se effettivamente il Federico svolge attività in qualche struttura della regione e di valutare se non ci siano gli estremi per un'inchiesta finalizzata ad accertare l'idoneità dei titoli acquisiti dal Federico". Siamo tutti italiani perché viviamo nella penisola italiana, ma il Nord può diventare un altro Stato. "Senza i parassiti da Roma in giù potremmo curare i nostri anziani, i malati lombardi vanno curati con liste preferenziali". I gestori della pagina si sono imbattuti in questo commento pubblicato sulla propria bacheca e hanno deciso di ripubblicarlo, chiedendo alla Regione Lombardia di verificare se il soggetto autore del post, che si professava un infermiere, fosse presente nell'elenco degli operatori socio sanitari.

Successivamente, dopo i doverosi controlli, il presidente nazionale dell'IPASVI ha confermato che non si trattava di un infermiere.

Inoltre, Gennaro De Crescenzo è riuscito a visionare il profilo prima della sua eliminazione e denuncia più riferimenti a questioni anti meridionali.

Stando a quanto ha comunicato sempre De Crescenzo, il profilo era popolato da molte frasi anti-meridionali, ed era zeppo di riferimenti al "Grande Nord".

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