Ricerche di petrolio nell'Adriatico, bocciati i ricorsi di Abruzzo e Puglia

Bruno Cirelli
Marzo 13, 2018

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati dalle Regioni Abruzzo e Puglia contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd che così potrà riprendere le ricerche con l'air gun, la tecnica utilizzata dalle società petrolifere per trovare idrocarburi nei fondlali del Mare Adriatico.

Entrambe le regioni, rivela il quotidiano Il Centro, avevano chiesto l'annullamento del parere di compatibilità ambientale con cui il ministero dell'Ambiente aveva dato via libera alle prospezioni al largo della coste adriatiche dall'Emila-Romagna alla Puglia. In precedenza anche il Tar Lazio, nel 2016, aveva detto no al ricorso di primo grado della Regione Puglia, che si era rivolta al Consiglio di Stato sperando in un ribaltamento della sentenza. Nonostante le bocciature ai ricorsi di Abruzzo e Puglia, il primo cittadino spiega che "le nostre posizioni sono diverse: nel nostro caso contestiamo anche il fatto di non essere stati interpellati per quanto riguarda l'avvio delle trivellazioni". Il ricorso cattolichino, insomma, va avanti e Gennari, che nelle scorse settimane è stato "scaricato" da altri primi cittadini come Stefano Gianni (Misano) e Renata Tosi (Riccione), lancia un appello per fare quadrato: "Adesso che la campagna elettorale è finita, sarebbe necessario che anche gli altri sindaci, a prescindere dallo schieramento politico, si unisssero a Cattolica per contrastare le trivellazioni: ne va della salute del nostro mare e di tutta la comunità". "I motivi, - scrivono - i giudici, sono in parte infondati e in parte inammissibili". Ma anche per le piattaforme si paga l'Imu.

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