Moto, morto il presidente dell'Aprilia Beggio

Rufina Vignone
Marzo 13, 2018

Da Asolo (Treviso), dove abitava, arriva la notizia della scomparsa di Ivano Beggio, storico fondatore di Aprilia nonché imprenditore lungimirante, capace di portare la casa di Noale a scrivere la storia delle due ruote.

Nato a Rio San Martino il 31 agosto 1944, inizia ad appassionarsi di motori già da quando, giovanissimo, affianca il padre Alberto nella fabbrica artigianale di biciclette Aprilia che gestiva a Noale nell'immediato dopoguerra. Su quest'ultimo fronte indimenticabili i trionfi con le Aprilia guidate da Max Biaggi e Valentino Rossi, passando per i vari Gramigni, Locatelli, Melandri e Poggiali.

Uomo profondamente innamorato delle moto e della sua Aprilia, ereditò nel 1969 quella piccola azienda dal papà e la rese una realtà internazionale e vincente tanto da essere insignito nel 1998 dek titolo di "Cavaliere del Lavoro" per aver portato l'Aprilia ad "elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva". L'azienda è passata da un fatturato di 7 miliardi di lire del 1982 agli oltre 970 del 1997. Per almeno un paio di lustri l'Aprilia nel circus del Motomondiale è stata la moto da battere, riuscendo a mettere dietro tutti i colossi giapponesi. Un Faraone buono però perché aiutava molti in segreto, come Enzo Ferrari, e perché è stato fra i fondatori dell'Associazione Amici del cuore e della Fondazione Salus Pueri. Beggio fu presidente di Confindustria Venezia per alcuni anni dal 1991.

Soprattutto in pista, con tantissimi titoli mondiali vinti da piloti che poi sono diventati grandi campioni.

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