I "ribelli" di Forza Italia: "Miccichè scappa fisicamente dal confronto"

Bruno Cirelli
Marzo 13, 2018

"Non possiamo confrontarci con chi scappa fisicamente, di fronte alla realta' dei fatti e di fronte ai numeri".

Sono certo che l'azione coraggiosa, sorretta da argomenti seri e non di mero poltronificio, degli onorevoli Calderone, Cannata, Caronia, Gallo, e Genovese, già bollati come 'ribelli', giungerà presto all'attenta valutazione del presidente Berlusconi. Il commissario regionale azzurro Gianfranco Micciche' "aveva indetto una riunione?" L'ha rimandata? Si contraddice ancora una volta. Non vuole confrontarsi. Ognuno a questo punto - aggiungono - di assuma le sue responsabilità. Noi vogliamo lavorare e continueremo a lavorare per il bene dei Siciliani. Abbiamo chiesto una cosa sola dal primo momento. I patetici comunicati con cui gli amici di Miccichè cercano di nascondere la verità, rafforzano agli occhi di tutta la Sicilia e dell'Italia intera l'evidente fallimento di una gestione da condominio. "Siamo passati da 24 deputati a sei, da 14 senatori a tre". Sul banco degli imputati finisce anche il capogruppo all'Ars Giuseppe Milazzo. "Ci accusa - attaccano - di avere chiesto poltrone".

"Come può essere possibile che nel giro di pochi giorni personaggi che non riusciamo neanche ad aggettivare, adesso quegli stessi individui si siano oggi trasformati d'incanto come i suoi maggiori difensori?", dicevano i deputati forzisti, forse per poco. Lo stesso capogruppo che ha fatto orecchie da mercante alla nostra richiesta di convocare una riunione del partito all'Ars. "Ribadisce la coesione di intenti e di progetti che sta coinvolgendo sindaci, dirigenti e rappresentanti del centrodestra siciliano ancora in attesa di soluzioni importanti da dare alle problematiche siciliane". Condivido la loro analisi sulla fallimentare gestione del partito anche per gli aspetti di politica regionale, oltre che per il disastroso risultato delle elezioni nazionali.

"Occorre una vera nuova stagione di dibattito e di vicinanza ai territori - conclude D'Alì - perché Forza Italia, in Sicilia, ha bisogno di una nuova guida".

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