Corte costituzionale, si dimette il giudice Zanon: indagato per peculato

Bruno Cirelli
Marzo 13, 2018

Per questo motivo il giudice della Corte costituzionale Nicolò Zanon è finito nel registro degli indagati della Procura di Roma con l'accusa di peculato d'uso. Ma si tratta di un'auto guidata da un autista e i buoni carburante sono pagati dalla Consulta. Dal 1996 al 1997 è stato assistente di studio alla Corte costituzionale del giudice Valerio Onida. Nel 2010 fu eletto, su indicazione del centrodestra, al Consiglio superiore della magistratura. Ordinario di diritto costituzionale alla Statale di Milano, Zanon venne nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'ottobre 2014.

Pochi mesi fa però partono alcun verifiche per capire i suoi spostamenti e si scopre che la macchina di servizio non viene utilizzata soltanto dal giudice ma l'autista porta in giro anche la moglie e non solo a Roma ma anche fuori regione e scatta l'indagine per peculato in cui però la donna compare soltanto come beneficiaria, ma non risponde di alcun reato. "Tuttavia per rispetto dell'etica istituzionale e della funzione che ricopro, nonché per il rispetto che porto verso la Corte costituzionale, ho ritenuto di presentare le mie dimissioni al presidente della Corte Giorgio Lattanzi". Ma furono poi gli stessi pm Paolo Ielo e Giorgio Orano a chiedere l'archiviazione, per intervenuta prescrizione.

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