Eni acquisisce quote in due giacimenti offshore ad Abu Dhabi

Paterniano Del Favero
Marzo 12, 2018

Lo rende noto il gruppo, comunicando che il corrispettivo per le concessioni è di circa 875 mln di dollari e la durata è di 40 anni. Alla cerimonia di firma hanno partecipato il Principe Ereditario di Abu Dhabi, lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e il Primo Ministro italiano, Paolo Gentiloni, oltre all'Amministratore Delegato della società di stato ADNOC, Sultan Ahmed Al Jaber, e all'Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

Eni ha concordato la cessione a Mubadala Petroleum, consociata di Mubadala Investment Company, di una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, nella quale si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr. "Le due concessioni danno accesso a giacimenti giganti con un enorme potenziale e Eni vuole contribuire alla massimizzazione della produzione futura con la sua migliore tecnologia". Di recente l'Emirato ha annunciato l'obiettivo di aumentare entro fine 2018 la sua capacità produttiva a 3,5 milioni di barili equivalenti al giorno di petrolio, dagli attuali 3 milioni, e di raddoppiare la capacità di raffinazione e triplicare quella di produzione petrolchimica.

Al Jaber, Ad ADNOC, ha detto: "Questi accordi mettono in evidenza la fiducia del mercato internazionale nei piani di crescita a lungo termine di ADNOC e negli Emirati Arabi come contesto stabile e affidabile dove investire". Ma per tener dietro alle ambizioni gli sceicchi devono attingere all'esperienza e alla competenza delle major straniere: e di recente sono fioccati i nuovi accordi, con la giapponese Inpex, la spagnola Cepsa e con un insieme di società indiane. Eni, attraverso la sua controllata IEOC, detiene attualmente una quota di partecipazione nel blocco del 60%, mentre gli altri partner sono Rosneft con il 30% e Bp con il 10%. "Questo rappresenta un ulteriore segnale della qualità di questo asset di primaria importanza sviluppato da Eni".

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