"Biagio Izzo agli arresti domiciliari", l'attore è indagato per turbativa d'asta

Paterniano Del Favero
Marzo 12, 2018

Il nome dell'attore napoletano Biagio Izzo nelle carte di un'inchiesta che indaga su una presunta turbativa d'asta.

Sembra la sceneggiatura di uno dei tanti cinepanettoni che l'hanno visto protagonista, nei quali scivolano via intrecci di storie paradossali, ma stavolta per Biagio Izzo si prospetta davvero qualcosa d'incredibile: il 23 marzo, al Tribunale del Riesame, si discuterà una richiesta di arresti domiciliari a suo carico. Ha impugnato il provvedimento del gip e reiterato la richiesta di arresti.

L'attore e comico però si difende e dichiara: "Finirà tutto in una bolla di sapone, non ho chiesto favori a nessuno".

La posizione dell'attore, nei cui confronti è ipotizzato il reato di turbativa d'asta, è finita negli atti per alcune intercettazioni che riguardavano la vendita all'incanto di una moto e di una macchina, una Vespa 300 e una Fiat 500. Oltre Biagio Izzo, sono indagate altre due persone, il titolare di un'agenzia di disbrigo pratiche, Mario Parisi e un dipendente di Equitalia all'epoca dei fatti, Rodolfo Imperiale. La Guardia di Finanza aveva piazzato delle cimici negli uffici e il giorno dell'asta giudiziaria viene intercettata una conversazione fra Imperiale e Parisi nel corso della quale quest'ultimo passa al suo interlocutore un uomo che, secondo le conclusioni dell'accusa, sarebbe Lombardi. "Stiamo seguendo questa cosa, ti ha detto il nome del contribuente?", dice Imperiale. Poi ancora: "È un attore famoso". L'impostazione della Procura non è stata però appoggiata dal giudice, che non crede ci siano gravi indizi e non ha accolto la richiesta di misura cautelare. Ma il pm ha presentato ricorso e ora la parola va al Riesame. Sono queste le frasi che secondo l'accusa porterebbero al coinvolgimento di Biagio Izzo. Il gip ha gia fatto chiarezza escludendo in radice la possibilità che possa configurarsi in punto di fatto e diritto un'ipotesi di turbativa d'asta. "L'appello del pm, che non è neanche quello territorialmente competente, mi sorprende trattandosi peraltro di fatti di circa 3 anni fa".

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