La BCE alza le stime di crescita

Paterniano Del Favero
Marzo 8, 2018

La strategia sul quantitative easing, quindi, cambia. "È essenzialmente una decisione che guarda al passato", ha spiegato Draghi, "quando abbiamo introdotto quella frase a inizio 2016 le condizioni erano molto diverse".

Sempre parlando dell'Italia, Draghi ha detto che l'euro è irreversibile. Da aggiungere poi il tema del protezionismo commerciale "che potrebbe avere effetti negativi sia sull'inflazione che sulla produzione", provocando un rallentamento della crescita economica. Così il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa a Francoforte ha risposto a una domanda sui dazi su alluminio e acciaio annunciati dal presidente Usa Donald Trump, sottolineando che queste "dispute vanno affrontate" entro la cornice "multilaterale" dell'organizzazione mondiale del commercio.

La Banca centrale europea ha alzato le stime di crescita per l'Eurozona al 2,4% dal 2,3% per il 2018, mantenendo l'1,9% atteso per il 2019 e l'1,7% per il 2020.

Riguardo all'inflazione la BCE ha mantenuto la sua stima sull'inflazione dell'Eurozona a 1,4% per il 2018, ha limato all'1,4% quella per il 2019 dall'1,5% stimato in precedenza e mantenuto stabile all'1,7% quella per il 2020. Tornando sull'Italia, pur precisando che non ci sono state discussioni sul nostro Paese nell'ambito del consiglio direttivo della Bce, Draghi ha precisato che "certamente la stabilità fiscale è di importanza cruciale", soprattutto per quei Paesi che hanno "un elevato livello di debito pubblico". Alle 13:45 l'Eurotower annuncerà le sue decisioni sui tassi in Eurolandia, anche se non sono attesi cambiamenti di rilievo alla politica monetaria. Stessa risposta circa l'eventualità che dopo le elezioni l'Italia faccia marcia indietro sulla riforma delle pensioni e sul Jobs Act.

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