Cervello dei ragazzi si accende quando provano amore

Barsaba Taglieri
Marzo 8, 2018

I ricercatori italiani hanno chiesto ai giovani volontari di leggere a mente un verbo che enuncia un'emozione e uno che manifesta un'azione.

Ma come comincia l'immaginazione emotiva nel cervello durante la crescita?

In tutti e due i casi i ragazzi coinvolti nello studio che ha dimostrato quanto amore ed emozioni accendano il cervello dei ragazzi dovevano immaginare se stessi nella situazione corrispondente.

Le coordinate della prima area cerebrale coinvolta (giro sovramarginale) erano le stesse che si attivano per l'elaborazione delle informazioni somatosensoriali derivanti dall'esterno e dall'interno del nostro corpo. Ebbene, dopo diverse risonanze magnetiche, gli studiosi hanno constatato che l'immaginazione di verbi che manifestano stati emotivi, come amare una persona cara, attiva notevolmente 2 zone del cervello.

Le zone che si 'accendono', spiega la responsabile del progetto Barbara Tomasino, sono quelle in cui "viene codificata la consapevolezza emotiva legata alle parti del nostro corpo, come quando aumenta la sudorazione per uno stato d'ansia o accelera il battito cardiaco per la paura".

La ricerca condotta comporta importanti risultati nel campo dello studio di alcune patologie: "Questi studi possono permettere di aprire una strada verso l'approfondimento degli aspetti maladattativi delle emozioni che stanno alla base della disgregazione emotivo-comportamentale che spesso si evidenzia in psicopatologia in ragazzi e adulti sofferenti di ansia, fobie o depressione", conclude Paolo Brambilla, Professore Associato di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Milano e presso la University of Texas at Houston, USA. A parità di verbo, infatti, i ragazzi venivano impegnati in due operazioni differenti, a seconda del compito assegnato: una di tipo emotivo, quando immaginavano se stessi nell'atto di amare, e una di tipo cognitivo, quando erano concentrati sulla struttura morfologica del verbo amare. A condurla, su un gruppo di adolescenti tra i 14 e i 19 anni, sono stati l'IRCCS Medea in collaborazione con il Polo di Bosisio Parini (Lecco) dello stesso Istituto e la Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, oltre che l'Università degli Studi di Milano. La conferma di questa scoperta arriva da un gruppo di ricerca dell'IRCCS Medea che ha osservato l'attivazione cerebrale degli adolescenti e degli adulti messi di fronte a situazioni emotive. Quindi, perché si attivino le aree celebrali coinvolte nella decodifica di una data esperienza emotiva, è necessario non solo pensare al verbo che esprime quest'ultima, ma anche immaginare le sensazioni corrispondenti. Gli adulti, quando immaginavano situazioni emotive, vedevano attivarsi le stesse aree degli adolescenti: però l'attivazione del giro risultava più basso rispetto ai ragazzi. Gli studi suggeriscono che le aree fronto-parietali vengono attivate in modo significativamente diverso durante l'immaginazione emotiva nel cervello in sviluppo. Dai risultati emersi dallo studio pare che il fenomeno di risveglio cerebrale si attivi in maniera abnorme nei ragazzi e in misura inferiore nei soggetti adulti.

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