Palermo: pestaggio leader FN, anche Mancuso non risponde al Gip

Bruno Cirelli
Febbraio 25, 2018

Dopo due giorni di fermo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo Roberto Riggio ha convalidato il fermo di Giovanni Codraro e Carlo Mancuso. Per entrambi, esponenti del centro sociale Anomalia, l'accusa è di tentato omicidio. Il Procuratore aggiunto Ennio Petrigni ha chiesto anche per Mancuso la convalida del fermo e l'emissione della misura cautelare in carcere. Per la vicenda sono stati denunciati a piede libero altri quattro ragazzi, mentre due sono ancora ricercati. Codraro e Mancuso, durante l'interrogatorio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

La tesi della difesa dei due militanti è che se non si può riconoscerli con certezza non si può accusarli. Nel frattempo il legale dei due indagati, l'avvocato Giorgio Bisagna, si dice "soddisfatto per una decisione che sta nelle cose". "Comunque nomineremo un perito per farli visionare". I due antagonisti sono accusati di tentato omicidio per il pestaggio di Massimo Ursino, il leader di Forza Nuova avvenuto martedì sera a Palermo. "Mentre continuano i tentativi di intimidazione dei centri sociali contro i candidati di Italia agli Italiani - una scritta inequivocabile è apparsa stanotte su un muro di un paese del palermitano - e le fake news sulle modalità di svolgimento della nostra iniziativa elettorale, confermiamo la presenza di Roberto Fiore a Palermo sabato alle 18.30 - si legge nella nota -. Reagire contro le pratiche terroristiche è una battaglia di libertà". Intanto Forza Nuova ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile.

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