Napoletani scomparsi in Messico, nuovo mistero: adesso sono scomparsi anche i poliziotti

Bruno Cirelli
Febbraio 25, 2018

Due indagini e nessuna certezza.

Tre agenti della polizia locale di Tacalitlan sono stati arrestati e le forze della polizia federale sono a caccia del capo di quegli agenti, Hugo Enrique Martínez Muñiz di cui non si hanno notizie da due giorni fa.

La zona dove i tre napoletani sono scomparsi è considerata un feudo del cartello "Nueva Generación" di Jalisco, una delle organizzazioni criminali più potenti dell'intero Messico. Dopo la notizia che trentatré poliziotti locali fossero stati indagati per la loro scomparsa, con tre di loro che sarebbero addirittura stati arrestati ed un quarto ricercato, è arrivato come un fulmine a ciel sereno la notizia che il capo della polizia locale è misteriosamente scomparso da martedì scorso. Ma dal Messico, anziché spiragli di luce, arrivano qui in Italia soltanto banchi di nebbia. Nonostante vi sia un'indagine delle autorità diplomatiche italiane, un'inchiesta della magistratura federale e per di più un fascicolo aperto dalla Procura di Roma, si continua a brancolare nel buio. Immediatamente 33 agenti, sospettati di aver avuto un ruolo nella vicenda della sparizione dei tre italiani, sono stati privati delle armi di ordinanza e invitati a presentarsi nella sede del comando generale. Ma anche in questo caso, il mistero si infittisce. La scomparsa dei tre napoletani quindi - nota il quotidiano - ha fatto tornare a galla il problema, per il Messico, del coinvolgimento dei poliziotti in casi di violenza, corruzione e malaffare. A rivelarlo sono fonti dell'Ufficio del procuratore di Jalisco, che hanno riferito che Raffaele Russo si sarebbe registrato con un falso nome in alcuni hotel e che si faceva chiamare generalmente Carlos Lopez. Decine di uomini sono entrati nella sede della polizia locale e ne hanno preso il comando.

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