Mazzarri non riesce a dimenticare la Juventus

Rufina Vignone
Febbraio 24, 2018

Queste le sue dichiarazioni riportate dal sito ufficiale: "Il derby?" La vittoria è fondamentale, soprattutto per cercare di sfruttare eventuali passi falsi delle dirette avversarie impegnate in un calendario ben più complicato di quello del Toro e anche per non cadere nel tranello dell'andata che aveva visto il Torino subire il contraccolpo della stracittadina dando inizio al periodo nero. "Ci è mancato il guizzo ma adesso dobbiamo guardare avanti e concentrarci soltanto sul Verona - esige Walter Mazzarri -". Noi dobbiamo lavorare sulla prestazione, anche io avrei voluto negli ultimi che li mettessimo in apprensione come avrei voluto. Avremmo dovuto essere più pragmatici. Non solo: M'Baye ha anche tanta fame di gol. "Ho cercato in tutti i modi di farlo capire ai giocatori, domani andiamo lì e vediamo cosa saremmo stati capaci di fare". Se una squadra crede nel proprio allenatore parte un processo di adattamento. "Ho lavorato in settimana per proiettare le nostre attenzioni al Verona". L'unica cosa che dobbiamo fare è correggere gli errori della partita precedente. "Domani andremo là convinti di fare un'ottima gara". Da Niang mi aspetto sempre di più, lui può fare tutto. La formazione la vedrete domani.

È un Toro ferito che ha l'obbligo di ritrovare i tre punti se vuole continuare a credere nell'Europa, un Toro che riabbraccerà il 4-3-3 con Niang che torna titolare accanto a Iago Falque e Belotti. Ljajic? I ragazzi che alleno devono incarnare lo spirito dell'allenatore, c'è chi lo capisce prima e chi dopo. In ogni caso, non vado dietro alla cabala: "ora sono al Torino e questa è un'altra storia". "Non ho nessuna preclusione nei suoi confronti". "Credo che in 6 settimane l'abbia capito, se me lo dimostra giocherà". Nel calcio servono testa, gambe, carica nervosa incanalata in termini sportivi ed organizzazione. Io sono il garante dei tifosi perché con me la squadra deve fare il massimo. "Sempre e comunque, altrimenti sono io il primo a toglierli dalla rosa". Legato al Bentegodi ho invece un altro brutto ricordo: con il Napoli perdemmo una partita lì che ci allontanò dalla corsa allo scudetto, ma l'avversario era il Chievo.

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